Fondi, via Ponte Tavolato sempre più pericolosa: la denuncia dei residenti

Asfalto ammalorato e strettoie che rendono pericoloso il tragitto in quella che doveva essere una strada per decongestionare il traffico

Se si percorre via Ponte Tavolato a Fondi si nota abbastanza presto che il manto stradale è abbastanza compromesso, per non dire di peggio, in alcuni punti l’asfalto è proprio spaccato e tende a sgretolarsi creando problemi di sicurezza anche a chi passa con mezzi a due ruote, che siano biciclette o scooter.

La situazione non è molto migliore neppure se si viaggia in auto. Anche perché la strettissima carreggiata della parte che tende verso la Stazione obbliga gli automobilisti a dover percorrere il tutto a senso unico alternato con soste improvvisate tra slarghi di fortuna e accessi ad abitazioni e appezzamenti di terra.

Eppure non è una novità che quella strada sia diventata una vera e propria arteria di vitale importanza per il decongestionamento del traffico in centro. Via Ponte Tavolato, infatti, collega lo scalo ferroviario alla via Appia lato Itri senza passare per via della Stazione.

E infatti sono anni, forse addirittura un decennio, che si parla di un intervento risolutore con tanto di allargamento della carreggiata. Ma nel frattempo, cittadini e residenti chiedono quanto meno l’ordinaria manutenzione. Infatti, se si prova anche solo a fare una ricerca on line sulla strada in questione, si trova solo un lotto tra asfaltatura e segnaletica orizzontale, ma bisogna tornare al decennio scorso, anno domini 2019. Insomma, un po’ poco per un’arteria che doveva aiutare a decongestionare il traffico.

Una storia analoga a quella di via Igino Cardinale in zona Lagurio. In questo caso un tratto di strada allargato con tanto di pista ciclabile che da via Appia lato Monte San Biagio avrebbe dovuto portare a sbucare direttamente su via Diversivo Acquachiara e che, invece, si è interrotta a metà, portando via Cardinale a confluire su via Acquachiara e poi da lì a raggiungere il collegamento con la principale. Ma si sa, per le grandi opere serve tempo. Per quello cittadini e residenti non chiedono neppure la Luna, ma almeno il dito, e cioè che si asfalti e si metta in sicurezza la strada.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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