Aprilia: 36 gradi negli uffici comunali, dipendenti in smart working

Il sopralluogo effettuato dal Servizio Prevenzione ha accertato le criticità negli uffici comunali denunciate dalla Cisl

Se lo smart working sembrava destinato ad archiviare definitivamente la stagione della pandemia, ad Aprilia torna a essere uno strumento indispensabile per fronteggiare una nuova emergenza: quella climatica. Gli effetti delle eccezionali ondate di calore si stanno abbattendo con particolare intensità sugli uffici della pubblica amministrazione, dove una corretta programmazione avrebbe dovuto garantire ambienti di lavoro sicuri e salubri. La programmazione, del resto, rappresenta per un ente pubblico ciò che gli impianti di climatizzazione rappresentano durante l’estate: un elemento essenziale. Eppure, ad Aprilia, qualcosa evidentemente non ha funzionato.

Dopo la denuncia della CISL FP sull’intollerabile situazione vissuta dai dipendenti degli uffici comunali e del Comando della Polizia Locale di Aprilia, i fatti hanno confermato la fondatezza delle segnalazioni contenute nell’esposto presentato dall’Organizzazione Sindacale e nel successivo sollecito.

E i fatti sono emersi nel corso del sopralluogo effettuato dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) presso gli uffici comunali e il Comando della Polizia Locale, dove sono state accertate le criticità denunciate. Nel corso delle verifiche sono state rilevate temperature che, in diversi ambienti di lavoro, hanno raggiunto e superato i 36 gradi, confermando una situazione di estrema criticità che il personale era costretto a sopportare da settimane.

Nei giorni scorsi, inoltre, diversi lavoratori hanno accusato malori riconducibili alle elevate temperature, circostanza che dimostra come non si fosse più di fronte a un semplice disagio, bensì a una concreta problematica di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia a quel punto ha dovuto prendere atto della situazione ed ha adottato una direttiva che autorizza il ricorso allo smart working, disposizione che il sindacato ha subito definito come “una risposta emergenziale”, che non può, dunque, trasformarsi nella soluzione definitiva del un problema che andrebbe affrontato alla radice, magari attraverso il completo ripristino degli impianti di climatizzazione e il pieno rispetto delle condizioni di lavoro previste dalla normativa vigente.

Ora si attendono gli esiti ufficiali dell’attività ispettiva dello SPRESAL, che la CISL FP ringrazia per la professionalità, la competenza e il senso delle istituzioni dimostrati nello svolgimento dell’attività ispettiva. Operare in ambienti caratterizzati da temperature particolarmente elevate ha richiesto un impegno significativo, affrontato con il rigore e la serietà che contraddistinguono chi è chiamato a tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il loro intervento rappresenta un presidio fondamentale di legalità e di tutela per tutti i lavoratori.

Il Segretario Provinciale della CISL FP, Raffaele Paciocca, ribadisce che l’Organizzazione Sindacale continuerà a vigilare e, nel caso, ad adottare ogni ulteriore iniziativa necessaria affinché nessun lavoratore sia più costretto a prestare servizio in condizioni incompatibili con la dignità del lavoro e con il diritto costituzionale alla salute.

Adesso restano alcuni interrogativi che meriterebbero una risposta chiara: il ricorso allo smart working sarà mantenuto soltanto fino al termine dell’emergenza climatica oppure fino a quando non saranno finalmente ripristinati gli impianti di climatizzazione? E in che modo verrà garantito il servizio ai cittadini?

Domande che, in condizioni ordinarie, potrebbe apparire paradossali, ma alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane, appaiono una riflessioni tutt’altro che infondate.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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