Due cantieri, quattro persone denunciate e un sequestro preventivo. I controlli dei Carabinieri Forestali si sono concentrati nei giorni scorsi tra Minturno e Ponza, facendo emergere due vicende diverse ma accomunate da presunte irregolarità edilizie.
Nel primo caso gli accertamenti riguardano la demolizione e ricostruzione di un immobile. Nel secondo, invece, i militari sono intervenuti su un cantiere aperto all’interno di un’area naturalistica sottoposta a tutela europea.
A Minturno il vecchio edificio sarebbe stato rappresentato più grande
L’indagine più articolata è quella condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Spigno Saturnia su un immobile di via San Pietro Apostolo a Minturno.
Secondo la ricostruzione investigativa, lo stato dei luoghi precedente ai lavori sarebbe stato rappresentato in maniera non corrispondente alla realtà per giustificare un aumento della volumetria nella nuova costruzione.
Le verifiche tecniche e le testimonianze raccolte avrebbero mostrato che il vecchio fabbricato aveva un’altezza al colmo inferiore rispetto a quella indicata dal progettista. Sarebbe stato inoltre più basso e privo del piano seminterrato riportato nella documentazione.
I committenti, che sono anche proprietari dell’immobile, e il progettista con incarico di direttore dei lavori sono stati denunciati in stato di libertà. Le contestazioni comprendono presunti abusi edilizi, omessa denuncia dei lavori in zona sismica e falsità ideologica in certificati e atti pubblici.
A Ponza il cantiere ricade in un’area protetta
Il secondo intervento si è svolto a Cala Cecata, nel territorio di Ponza.
Qui i Carabinieri Forestali di Latina hanno sequestrato preventivamente un cantiere di quasi 194 metri quadrati. La superficie coperta misura 128,03 metri quadrati mentre quella non residenziale è pari a 65,96.
L’intervento avrebbe prodotto un aumento della superficie senza il necessario parere regionale sulla Valutazione di incidenza ambientale. Il passaggio era richiesto perché la zona ricade sia in una Zona di protezione speciale sia in un Sito di importanza comunitaria.
Nel cantiere mancava inoltre il cartello con gli estremi delle autorizzazioni e l’indicazione dei lavori. Il proprietario dell’immobile è stato denunciato per le presunte violazioni della normativa edilizia e ambientale.
Le sanzioni previste
Per la vicenda di Minturno, in caso di condanna, la normativa richiamata prevede l’arresto fino a due anni e un’ammenda compresa tra 15.493 e 51.645 euro per le violazioni edilizie. Si aggiungono le pene previste per le ipotesi di falso.
Nel procedimento di Ponza, le sanzioni indicate comprendono l’arresto fino a due anni e un’ammenda da 5.164 a 51.645 euro per i lavori ritenuti privi delle necessarie autorizzazioni. È prevista anche un’ulteriore ammenda fino a 10.329 euro per l’inosservanza delle prescrizioni urbanistiche.
I controlli continueranno
L’Arma annuncia la prosecuzione delle verifiche sul rispetto delle norme edilizie e urbanistiche, soprattutto nelle zone sottoposte a tutela ambientale.
I cittadini possono segnalare presunti illeciti attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515.
Entrambi i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
