L’Azienda sanitaria locale di Latina interviene sulla vicenda del 71enne successivamente risultato positivo al West Nile Virus e attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dopo le contestazioni sollevate dai familiari sul percorso assistenziale seguito nelle prime fasi della malattia.
A ricostruire la cronologia degli eventi è la direttrice del Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti, Rita Dal Piaz, che precisa come il paziente, al momento dell’accesso alla struttura, non presentasse un quadro clinico compatibile con l’infezione trasmessa dalle zanzare.
Secondo quanto riferito dall’Asl, il 71enne si è presentato al Pronto soccorso il 2 luglio lamentando esclusivamente una sintomatologia addominale. Durante la permanenza in ospedale sono stati eseguiti gli accertamenti ematochimici e strumentali ritenuti necessari in relazione alle condizioni cliniche riscontrate. Al termine delle valutazioni, il 4 luglio, il paziente è stato trasferito alla clinica San Marco per il prosieguo delle cure.”La sintomatologia osservata durante il ricovero – spiega la dottoressa Dal Piaz – non ha mai fatto emergere elementi riconducibili a un’infezione da West Nile Virus”.
La direttrice del Pronto soccorso precisa che “non erano presenti manifestazioni neurologiche, alterazioni dermatologiche né dolori muscolari compatibili con questa patologia”.
La presa di posizione dell’Asl arriva dunque per chiarire il percorso clinico seguito dal paziente e ribadire che le valutazioni diagnostiche effettuate dal personale sanitario sono state condotte sulla base dei sintomi manifestati in quel momento, ritenuti non compatibili con un’infezione da West Nile Virus.