Due lavoratori stroncati da un malore mentre erano impegnati ciascuno nel proprio cantiere. Accade a Latina, dove nel pomeriggio di lunedì, intorno alle 16,30, un operaio edile ha perso i sensi mentre era intento al rifacimento della pavimentazione del balcone di un condominio. Inutili i tentativi dei colleghi di rianimarlo.
Questa mattina alle 9.30 nuova tragedia, stavolta in un appezzamento di terreno a Borgo Santa Maria che ospita un impianto fotovoltaico. Lo sfortunato operaio stava realizzando un basamento in calcestruzzo quando è caduto a terra, probabilmente stroncato da un infarto. Su entrambe le vicende è stata avviata un’inchiesta. I sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero per la giornata di domani, mercoledì.
In genere, di fronte a malori improvvisi, anche con conseguenze irreparabili, ci si rimette al volere del fato, ma probabilmente non è l’atteggiamento corretto. L’uomo di 64 anni morto sul balcone di un condominio nel quartiere Q4, avrebbe dovuto osservare, anzi essere costretto dal suo datore ad osservare l’ordinanza regionale che in questo periodo di afa vieta di lavorare all’aperto dopo le 12. Quell’operaio è morto alle 16.30, mentre lavorava. Saranno gli investigatori a stabilire se la vittima poteva trovarsi nel luogo dove è stato colto dal malore che lo ha strappato alla vita.
Bisognerà anche accertare se l’operaio era stato regolarmente sottoposto alla visita annuale di medicina del lavoro e se era stato riconosciuto idoneo ad effettuare lavori in quota, visto che si muoveva utilizzando un ragno elevatore.
Il 54enne morto invece a Borgo Santa Maria, che pare sia dipendente della ditta che gestisce l’impianto fotovoltaico, si è sentito male alle 9.30, dunque non c’è stata alcuna inosservanza al provvedimento regionale anti-afa, ma le prescrizioni della visita dal
Medico del lavoro valgono anche per lui. In più, visto che l’operaio stava realizzando un manufatto in cemento armato, doveva essere inquadrato con un contratto da edile: la vittima aveva quel tipo di inquadramento?
Anche qui saranno gli investigatori ad accertare se le norme di sicurezza sul lavoro siano state rispettate dai datori delle due imprese e se le persone incaricate di sorvegliare i cantieri abbiano fatto il loro dovere.
Due vite perdute. Due famiglie rovinate, e anche stavolta non sappiamo sé quelle morti potevano essere evitate con la semplice osservanza delle norme in vigore. E’ questa incertezza a dirci, senza se e senza ma, che non ci siamo, che non siamo un paese civile, che non abbiamo la cultura del rispetto dell’altro. Un malore improvviso è imprevedibile, ma l’osservanza delle regole sulla prevenzione non solo è prevedibile, è obbligatoria.
Una canzone di protesta delle prime operaie in fabbrica ad inizio del secolo scorso cominciava così: “se otto ore vi sembran poche….”
Sì, stavolta otto ore di sciopero ci sembrano poche.