Per il terzo anno consecutivo la sanità del Lazio chiude i conti in attivo. Il bilancio consolidato del Servizio sanitario regionale relativo al 2025 registra infatti un avanzo di 7,4 milioni di euro, confermando il percorso di riequilibrio finanziario avviato negli ultimi anni e aprendo la strada a uno degli obiettivi più attesi dalla Regione: l’uscita dal Piano di rientro che dal 2007 condiziona la gestione della sanità laziale.
Il risultato arriva al termine di un percorso che, secondo i dati diffusi dalla Regione, ha visto il passaggio da un disavanzo di 130 milioni di euro registrato nel 2022 al ritorno dell’utile già nel 2023, con un avanzo di 32 milioni, salito poi a 122 milioni nel 2024 e confermato anche nell’ultimo esercizio. Le risorse, sottolinea l’amministrazione regionale, sono state interamente destinate al potenziamento del sistema sanitario, attraverso investimenti in strutture, tecnologie e servizi.
Il consolidamento dei conti rappresenta un passaggio decisivo anche sotto il profilo istituzionale. Il mantenimento dell’equilibrio finanziario consente infatti alla Regione di accelerare l’iter per chiedere la conclusione del Piano di rientro, con la prospettiva di recuperare maggiore autonomia nella gestione della spesa sanitaria e, sul fronte fiscale, di poter intervenire in futuro sulla pressione tributaria, in particolare a favore dei redditi più bassi.
«Abbiamo dimostrato che una gestione rigorosa delle risorse può tradursi in investimenti concreti per i cittadini», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ricordando come gli avanzi di amministrazione abbiano già consentito di destinare 154 milioni di euro al rafforzamento della sanità pubblica.
Nel bilancio 2025 emerge anche un altro dato considerato significativo dalla Regione: per la prima volta quattro aziende del Servizio sanitario laziale – Asl di Rieti, Ares 118, Istituto Spallanzani e Azienda ospedaliera Sant’Andrea – hanno ottenuto la certificazione dei propri conti da parte di società indipendenti di revisione, un elemento che, secondo la Giunta, rappresenta un ulteriore passo avanti sul fronte della trasparenza e dell’affidabilità della gestione economica.