Bomba a casa del pentito, gli investigatori scavano tra le sue vecchie frequentazioni

L’indagine punta al contesto criminale al quale era legato Ivan Rapone: chi ha firmato l’attentato conosce sia lui che la sua famiglia

È orientata verso il contesto criminale che aveva frequentato in passato Ivan Rapone, l’indagine sull’attentato consumato ieri notte col chiaro intento di condizionare la sua collaborazione con la giustizia, avviata tra maggio e giugno. Gli investigatori dei Carabinieri che stanno lavorando al caso vagliano l’ipotesi che a lasciare e innescare la bomba davanti casa dell’ex compagna del nuovo pentito, deve essere stato qualcuno che conosce bene sia lui che la famiglia. Emerge chiaramente dalla pianificazione dell’attentato.

A fornire la pista giusta del resto potrebbe essere lo stesso Rapone, o almeno potrebbe aiutare gli inquirenti a restringere la cerchia dei sospettati, perché sa bene le persone interessate a colpirlo tra coloro i quali hanno l’intenzione di metterlo a tacere, ma soprattutto erano al corrente di dettagli sulla sua famiglia. Come la scelta dell’ex moglie di restare a Latina, a quanto pare rifiutando la protezione che le spettava nonostante avesse da tempo chiuso la convivenza con l’ex ristoratore di 48 anni.

Sembra chiaro che l’attentato sia stato pianificato e messo in atto a scopo di avvertimento, nel tentativo di condizionare la collaborazione di Ivan Rapone con i magistrati della Dda di Roma. Intanto gli accertamenti tecnici dei carabinieri puntano sulla ricerca di filmati di video sorveglianza che possano avere ripreso particolari, anche minimi, per risalire agli autori dell’attentato, senza escludere l’ipotesi che l’azione criminale sia stata pianificata da qualcuno che aveva l’interesse di colpire Ivan Rapone, e poi abbia affidato l’esecuzione a qualcun altro. È lecito aspettarsi, tuttavia, che gli attentatori abbiano fatto attenzione a non esporsi all’obiettivo delle telecamere di video sorveglianza del circondario.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l'intento di offrire al territorio "Una voce oltre la notizia". Nasce dall'esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti!

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Folle fuga nella notte tra le strade pontine: inseguimento di 15 minuti, denunciato un 38enne di Minturno

L'uomo non si è fermato all'alt della Polizia e ha tentato anche la fuga a piedi dopo aver abbandonato l'auto: era senza patente

Rapinata sotto casa la madre di un assessore, tirata fuori dall’auto con la forza

Uno sconosciuto ha portato via il suv alla madre di Federica Censi. La vettura recuperata in provincia di Terni

Caso Q3: un fallo da espulsione. La verificazione per il tar finita fuori termine in Tribunale?

Alla vigilia della decisione sul fronte penale spunta il tema della verificazione amministrativa depositata dopo l’udienza del 23 giugno

Porto di Gaeta, lavoratori rompono il silenzio: “Basta fake news, così si mette a rischio il futuro”

Assemblea con Filt Cgil e Fit Cisl contro la disinformazione sul porto. Chiesto un confronto con istituzioni e Autorità Portuale

Sull’intervento commerciale in Q3 ecco la verifica voluta dal Tar: un assist per il fronte penale

La relazione tecnica risponde ai quesiti dei giudici amministrativi. Sullo sfondo resta il fronte penale della presunta lottizzazione abusiva.

Antonello Lovato condannato a 16 anni per la morte di Satnam Singh

La Corte d'Assise ha pronunciato la sentenza: colpevole del reato di omicidio volontario con dolo eventuale, riconosciute le attenuanti generiche
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -