“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Mauro Fioratti Spallacci – L’INTERVISTA

Viaggio nella città che verrà. Le idee e le impressioni dei principali protagonisti dell'Aprilia di domani

Mauro Fioratti Spallacci è un tecnico e amministratore pubblico di Aprilia, titolare di uno degli studi tecnici più storici della città.

Nel corso della sua attività politica ha ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici nella giunta guidata da Antonio Terra, per poi essere eletto consigliere comunale nel 2018.
La sua esperienza politica è strettamente legata alla lista civica Aprilia Domani, formazione fondata da Bruno Di Marcantonio e tra i pilastri della coalizione che nel 2009 sostenne l’elezione di Domenico D’Alessio insieme a Forum e Terzo Polo Aprilia Futura.

Aprilia Domani rappresentò uno degli assi portanti della maggioranza anche durante la prima giunta Terra, confermando la presidenza del Consiglio comunale con Bruno Di Marcantonio e l’assessorato ai Lavori Pubblici affidato a Fioratti Spallacci.

Mauro Fioratti Spallacci è stato tra i protagonisti di un dibattito che ha diviso l’opinione pubblica: quello relativo al taglio delle alberature storiche nei centri urbani. Se da un lato, le amministrazioni che dispongono gli abbattimenti richiamano esigenze di sicurezza pubblica e di gestione del rischio, dall’altro, agronomi, arboricoltori, esperti del verde urbano e associazioni ambientaliste denunciano la perdita di un patrimonio storico, paesaggistico ed ecologico, sostenendo che gli alberi rappresentino vere e proprie infrastrutture verdi indispensabili per la qualità della vita nelle città.

Fioratti Spallacci si è espresso a favore degli abbattimenti ritenendoli necessari per motivi di sicurezza, privilegiando un approccio pragmatico orientato alla prevenzione dei rischi per l’incolumità pubblica. Una posizione che ha raccolto consenso tra chi considera prioritaria la tutela della sicurezza, ma che ha suscitato critiche da parte di coloro che ritengono possibile conciliare la gestione del rischio con la conservazione delle alberature storiche attraverso interventi di manutenzione e monitoraggio.

Dopo le elezioni del 2018, con la terza vittoria consecutiva dei civici, gli equilibri politici cambiarono profondamente. Pur confermando due consiglieri comunali, Aprilia Domani perse il peso amministrativo avuto nella precedente consiliatura e Fioratti Spallacci rimase senza incarichi di giunta, manifestando pubblicamente il proprio disappunto ed evidenziando divergenze su alcune scelte politiche e amministrative.
Il 9 dicembre 2019, durante una seduta del Consiglio comunale, rese pubblica una vicenda personale rimasta fino ad allora riservata: dichiarò di essere stato vittima, nell’arco di circa dieci anni, di tre episodi intimidatori denunciati alle forze dell’ordine, ma mai resi noti alla stampa.

Tra questi ricordò un tentativo di incendio del proprio camper, avvenuto all’inizio del 2017 all’interno della sua proprietà, episodio che riportò l’attenzione sul tema delle intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici di Aprilia.
Sul piano politico è stato inoltre tra i promotori del cosiddetto “Protocollo Spallacci”, documento sottoscritto dalle principali liste civiche cittadine che proponeva un profondo rinnovamento della classe dirigente locale. Il protocollo prevedeva, tra l’altro, l’esclusione dagli incarichi amministrativi di chi avesse già ricoperto ruoli di governo nella stessa consiliatura e limitava la possibilità per il sindaco di esercitare un controllo diretto sulle candidature e sulle liste civiche.

Accanto all’impegno amministrativo, Fioratti Spallacci ha coltivato un’intensa attività di ricerca storica. È autore del volume La colonia Italo-Romena di Aprilia, dedicato alla ricostruzione del fenomeno migratorio che, alla fine dell’Ottocento, portò oltre settanta nuclei familiari provenienti dal Polesine — in particolare dai comuni di Trecenta, Salara, Ceneselli, Giacciano con Baruchella, Bagnolo di Po, Badia Polesine e Canda — a trasferirsi in Romania, allora considerata una terra di grandi opportunità economiche. Il volume approfondisce la storia di numerose famiglie, tra cui Andreasi, Barotti, Battaiola, Brancaleoni, Brighenti, Campo, Colognesi, D’Accordi, Danesi, Fioratti, Finatti, Gazzi, Rosina, Savioli e Tedeschi, contribuendo alla valorizzazione della memoria storica delle comunità che hanno poi partecipato alla nascita e allo sviluppo di Aprilia.

  • La credibilità dei politici, dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, è inevitabilmente crollata. Secondo lei, gli elettori saranno più attenti a scegliere da chi farsi rappresentare la prossima volta?

    “Da anni assistiamo a un progressivo calo della partecipazione elettorale, anche nelle consultazioni locali. Ritengo che, dopo quanto accaduto ad Aprilia, la fiducia dei cittadini nei confronti della politica possa essersi ulteriormente indebolita, con il rischio di un’ulteriore diminuzione dell’affluenza alle urne. Eppure, poiché è inevitabile che qualcuno debba amministrare la città, il mio invito è quello di recarsi a votare e di farlo con consapevolezza, valutando con attenzione chi scegliere per rappresentare i propri interessi e guidare la comunità nei prossimi anni.
    Un criterio fondamentale dovrebbe essere quello di valutare chi sia realmente il candidato: conoscerne il percorso, le capacità amministrative e gestionali, la credibilità e la qualità del programma, verificando che le proposte siano concrete, sostenibili e realmente realizzabili. Eviterei, invece, di disperdere il voto su amici, conoscenti o parenti candidati soltanto per completare una lista, senza una reale volontà di amministrare la città o un autentico interesse per la politica, anche a livello locale. Il voto è uno strumento troppo importante per essere affidato a logiche di mera conoscenza personale anziché alla competenza e all’impegno.”
  • Quale è stata la sua reazione alla notizia del commissariamento e dello scioglimento del consiglio comunale? Se lo sarebbe mai aspettato?

    “Ricordo che la mattina del 3 luglio 2024, la notte precedente erano stati eseguiti gli arresti, mi trovavo per lavoro presso un’azienda del territorio. Appresa la notizia, interrompemmo la riunione e mi recai immediatamente in Comune, con grande sgomento e incredulità per quanto stava accadendo. Nei giorni immediatamente successivi, man mano che divennero più chiari la portata e il peso delle accuse rivolte ai politici coinvolti, maturai la convinzione che si stesse andando verso lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.
    Sicuramente non mi aspettavo una situazione del genere. Da quando esiste Aprilia ci sono state crisi politiche, scioglimenti del Consiglio comunale per la sfiducia al sindaco e maggioranze che si sono dissolte nel corso della legislatura. Uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, però, no. È un’onta troppo grande per Aprilia, una città che non meritava di essere associata a una vicenda di questa gravità.”
  • Lei rappresenta, insieme a quanti hanno condiviso il percorso della lista Aprilia Domani, la stagione del governo delle civiche. Pensa che abbia ancora un senso muoversi al di fuori dei partiti?

    “Aprilia Domani è stata tra i promotori del civismo ad Aprilia, ricordiamo perché è nato lo schieramento civico.
    Aprilia arrivava da una fase particolarmente difficile, segnata dalla morte dell’allora sindaco Meddi nell’aprile del 2004. Durante l’anno di reggenza del vicesindaco, la società Multiservizi conobbe una forte espansione del personale che, a mio giudizio, avvenne senza un’adeguata programmazione né chiari criteri gestionali. L’organico aumentò di circa il 150%, con ripercussioni significative sull’equilibrio economico della società e, di riflesso, sui conti del Comune.
  • A distanza di vent’anni, ritengo che gli effetti di quelle scelte siano ancora visibili nei bilanci comunali. Successivamente, con le nuove elezioni, si insediò la giunta Santangelo, espressione del centrodestra, un’esperienza amministrativa che, a mio giudizio, si rivelò dannosa per la città. Nel 2009, grazie a un’intuizione del compianto sindaco Domenico D’Alessio e di alcuni di noi, decidemmo di percorrere la strada del civismo. Pur partendo da una posizione di apparente svantaggio, riuscimmo a conquistare la fiducia degli elettori e a vincere le elezioni del giugno 2009.
  • Da quel momento e fino al giugno 2023, per quattordici anni abbiamo amministrato Aprilia, riportando la città su un percorso di stabilità amministrativa e contribuendo a restituirle il ruolo e la dignità che spettano alla quinta città del Lazio. Tuttavia, quattordici anni rappresentano un periodo molto lungo in politica. Era naturale che il progetto civico dovesse evolversi, rinnovarsi e avviare un confronto più strutturato con i partiti politici, per acquisire nuove energie e una maggiore capacità di governo, con una visione che andasse oltre i confini del territorio comunale. Noi di Aprilia Domani comprendemmo fin da subito questa esigenza. Per questo motivo avviammo un percorso di collaborazione con i partiti nazionali all’interno della coalizione di centrosinistra, che abbiamo sempre considerato la nostra naturale collocazione politica. Non tutte le realtà civiche hanno condiviso questa evoluzione, e di questo mi dispiace. Mi auguro che in futuro possa maturare un ripensamento, perché credo che l’unità delle forze civiche e progressiste rappresenti un valore importante per il bene della città.”
  • Sicuramente quando si governa si commettono sempre degli errori: cosa rimprovera ai governi civici di cui ha fatto parte?

    “Partiamo da un presupposto: la macchina amministrativa pubblica è estremamente complessa. Trasformare una buona idea politica in un’opera concreta significa affrontare un percorso lungo e articolato, fatto di norme, vincoli finanziari, fasi progettuali, procedure amministrative e decine di atti che spesso richiedono il coinvolgimento e il coordinamento di diversi livelli istituzionali, come Comune, Provincia, Regione e Stato. Aprilia, inoltre, per l’estensione del suo territorio, paragonabile a quella del Comune di Milano, rappresenta una realtà amministrativamente particolarmente complessa. Per questo ritengo che una buona amministrazione – sindaco, giunta e assessori – possa considerarsi tale se, nell’arco di un mandato elettorale, riesce a portare a compimento più del 10% delle questioni strategiche presenti sul tavolo.
  • Se i risultati si fermano al di sotto del 5%, credo si possa parlare di una cattiva amministrazione; tra questi due estremi si colloca la normalità dell’azione di governo. Anche le amministrazioni civiche che hanno guidato Aprilia dal 2009 al giugno 2023 non sono riuscite a realizzare tutto ciò che avevano programmato. Sarebbe poco credibile sostenere il contrario. Piuttosto che soffermarmi sui risultati ottenuti, preferisco evidenziare ciò che, a mio avviso, rappresenta il nostro principale rammarico: gli interventi che abbiamo avviato ma che non siamo riusciti a concludere. Tra questi metto al primo posto la realizzazione della nuova scuola Gramsci e la riqualificazione dell’area destinata al mercato settimanale. Per entrambe le opere avevamo avviato i necessari iter amministrativi, ma non siamo riusciti a portarli a termine prima della conclusione della nostra esperienza di governo. Un’altra questione rimasta incompiuta riguarda la variante per il recupero dei nuclei spontanei. Dopo averne ottenuto l’approvazione nel 2013, non siamo riusciti a concludere l’iter attuativo con l’acquisizione del parere previsto dall’art. 89 del D.P.R. 380/2001 e con la verifica di assoggettabilità alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Il completamento di questi passaggi avrebbe reso operativi i piani, consentendo l’avvio di numerosi interventi e servizi a favore delle borgate. Un capitolo a parte merita il PNRR. Ritengo che la nostra amministrazione sia stata capace di intercettare risorse molto importanti, pari a circa 42,5 milioni di euro, destinate alla realizzazione di 42 opere pubbliche. Tuttavia, con il senno di poi, su alcuni di questi interventi nutro qualche perplessità riguardo alla loro effettiva utilità e credo che avrebbero potuto essere pianificati diversamente. Inoltre, negli ultimi tempi sembra che si stia rinunciando alla realizzazione di alcune delle opere previste.

Infine, vi è il tema delle infrastrutture idriche e fognarie. Pur avendo realizzato circa 18 chilometri di rete fognaria, ampliato il depuratore di via del Campo fino a una capacità di 90.000 abitanti equivalenti, realizzato il depuratore della zona Cogna e avviato la costruzione di quello di Campoverde, sempre in stretta collaborazione con Acqualatina, ritengo che su questo fronte avremmo potuto fare ancora di più, imprimendo un’accelerazione ulteriore agli interventi. In conclusione, credo che l’esperienza delle amministrazioni civiche abbia prodotto risultati importanti per la città. Abbiamo commesso errori e lasciato alcune opere incompiute, ma nel complesso il giudizio che ne do è positivo: siamo stati una buona amministrazione, pur senza la pretesa di essere stati perfetti.”

  • Pensa che nelle prossime liste elettorali ci saranno alcune delle persone coinvolte, a vario titolo, con le amministrazioni che hanno avuto a che fare con le accuse mosse dalla magistratura per l’operazione Assedio?

    “La politica ha regole che, pur non essendo sempre scritte, è opportuno rispettare. Una di queste, a mio avviso, riguarda il comportamento di chi ricopre incarichi istituzionali quando viene coinvolto in un’indagine giudiziaria o, ancor più, quando è destinatario di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. In questi casi ritengo sia doveroso fare un passo indietro, almeno fino a quando la propria posizione non sia stata chiarita e, se del caso, venga accertata la propria estraneità ai fatti. Con questo spirito desidero rivolgere un sincero augurio agli amici e ai colleghi politici coinvolti nelle indagini che hanno riguardato le presunte infiltrazioni mafiose, auspicando che possano dimostrare la loro estraneità alle contestazioni mosse nei loro confronti, qualora ciò corrisponda alla realtà.
  • Coerentemente con questo principio, ritengo che chi è sottoposto a indagine o comunque coinvolto in vicende giudiziarie di particolare gravità dovrebbe evitare di candidarsi alle successive elezioni fino a quando la propria posizione non sia stata chiarita. Si tratta di una scelta che, a mio giudizio, tutela non solo le istituzioni e la fiducia dei cittadini, ma anche le stesse persone coinvolte, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, che deve essere sempre garantita fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.”

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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