Fondi-Sant’Anastasia, strada dissestata e limiti da centro di Bologna

I cartelli con il limite di 30 chilometri orari a molti non sembra una soluzione al problema, ma semmai una scusa per non sistemare il manto

Inizia l’estate, e con essa il grande caldo e anche l’afflusso di turisti e cittadini che ogni giorno dall’entroterra raggiungono il mare.

La principale strada che da Fondi conduce al litorale è sicuramente la Fondi-Sant’Anastasia che, in realtà, fino alla rotonda del Casotto Rosso condivide il percorso per raggiungere Sperlonga. Poi, però, inizia il tratto che porta verso le principali località balneari di Fondi. Ed è in questa parte che da anni non si trova pace per risolvere problemi di sicurezza e viabilità.

In passato erano stati installati cartelli di “pubblicità progresso” che spiegavano come il tratto fosse “ad alta incidentalità” e quindi di prestare attenzione. Ma non solo, perché erano stati predisposti – e per un periodo sono rimasti in funzione – anche degli autovelox, ben tre. Oggi di queste installazioni, come altare alla memoria, o semplice deterrente, rimangono solo le strutture, che non funzionano più da anni.

Nel frattempo, ahinoi, la strada non è di certo diventata più sicura. Sono stati registrati incidenti anche gravi, ma soprattutto, complici i numerosi sbocchi di strade secondarie e, un manto non proprio all’avanguardia, si è deciso di correre ai ripari con dei cartelli gialli che parlano di un limite di 30 chilometri orari perché la strada è dissestata. 

Dando per assodato il problema del fondo, la vera domanda che in molti si pongono è: al posto che sistemare la strada si riduce la velocità? Perché già quasi tutto il tratto, nel tempo è passato da un limite di 80 km/h a 70 ed oggi, anche nei tratti dove non ci sono i nuovi cartelli gialli, il limite è a 50 km/h, praticamente avendo uniformato il limite da tratto urbano, seppur è palese che si è ben fuori dalla città. La nuova amministrazione comunale e, gli operatori turistici hanno sicuramente l’ambizione di unire il centro al litorale, ma magari si dovrebbe partire da altro al posto che dal limite di velocità che comunque va ricordato non è di competenza diretta dell’Ente municipale in quanto la strada non è comunale.

Il paradosso, è che in una zona dove non hanno avuto la meglio neppure gli autovelox, qualcuno possa pensare che possano funzionare dei cartelli che, diciamoci la verità, sono completamente scollegati dalla realtà. 

Su un’arteria del genere è come mettere il limite di 60-70 orari su un tratto autostradale rettilineo a tre corsie. Cioè, tutto si può fare, anche cambiare i limiti, ma poi bisogna essere consapevoli che la colpa non è solo di chi non li rispetta, ma anche di chi li ha concepiti. Cosa diversa sarebbe limitare la velocità in corrispondenza dei principali incroci, ma con un manto di strada sistemato e rifatto e con delle peculiarità da strada extra urbana e non da centro storico.

Inutile rammentare che si parla di una delle zone più toccate dal turismo mordi e fuggi del fine settimana. Eppure questi cartelli, si trovano in gran parte delle strade dissestate dell’intera provincia. Sembrano sbucare come funghi. Peccato che a differenza dei funghi, l’asfalto che si scrosta dopo ogni ondata di maltempo, al posto che essere sistemato, viene lasciato lì. Tanto, poi, spunterà un cartello che ci impone di dover andare sempre più piano creando l’incredibile effetto contrario dove, la bassa velocità rischia di diventare un problema di sicurezza tra sorpassi azzardati e possibili tamponamenti.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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