Un passo decisivo verso il ritorno del treno a Terracina. È stato infatti demolito il grande masso caduto dal Monte Cucca nel settembre del 2012, evento che provocò l’interruzione della linea ferroviaria Terracina–Priverno Fossanova e segnò l’inizio di una lunga fase di isolamento ferroviario per la città costiera.
L’operazione è stata eseguita dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e rappresenta un intervento preliminare fondamentale per consentire le attività di rilievo necessarie alla progettazione del ripristino della linea. La notizia è stata comunicata dal sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, che ha sottolineato come l’intervento si inserisca nel percorso già annunciato dall’amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, durante la conferenza stampa del 26 maggio dedicata proprio al futuro della tratta ferroviaria.
Il crollo del settembre 2012 aveva interessato il versante del Monte Cucca, provocando la caduta di enormi masse rocciose in prossimità dei binari. Da allora il collegamento ferroviario tra Terracina e Priverno-Fossanova è rimasto interrotto, costringendo residenti e pendolari a fare affidamento esclusivamente sul trasporto su gomma. Ogni giorno studenti, lavoratori e pendolari diretti a Roma sono infatti costretti a utilizzare i bus Cotral per raggiungere la stazione ferroviaria di Monte San Biagio-Terracina Mare, da dove possono proseguire il viaggio in treno verso la Capitale. Una situazione che negli anni ha comportato maggiori tempi di percorrenza, disagi e una forte dipendenza dal traffico stradale, alimentando il dibattito sulla necessità di ripristinare il collegamento ferroviario diretto con Terracina.
Dopo oltre un decennio di attese, arrivano segnali concreti anche sul fronte delle risorse economiche. L’ottava Commissione permanente del Senato, competente in materia di ambiente, lavori pubblici e innovazione tecnologica, ha infatti approvato un emendamento che prevede uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro per il ripristino della linea.
Il provvedimento, proposto dal senatore Claudio Fazzone, presidente della Commissione, ha ottenuto il sostegno unanime delle forze di maggioranza. Le risorse saranno suddivise in due tranche: 9 milioni di euro nel 2027 destinati alla progettazione degli interventi e 51 milioni di euro nel 2028 per la realizzazione delle opere necessarie alla riattivazione della tratta ferroviaria.
L’iter parlamentare non è ancora concluso e l’emendamento dovrà completare il suo percorso prima di diventare definitivo. Tuttavia, il via libera ottenuto in Commissione rappresenta un passaggio cruciale che trasforma un progetto discusso per anni in una prospettiva sempre più concreta.
La riapertura della linea ferroviaria avrebbe un impatto significativo sull’intero territorio pontino. Il ritorno del collegamento su rotaia consentirebbe di migliorare la mobilità dei cittadini, ridurre la dipendenza dal traffico stradale, favorire lo sviluppo turistico ed economico della costa e rafforzare i collegamenti con Roma e con il resto della provincia.
I tempi restano comunque lunghi: tra progettazione, autorizzazioni e lavori saranno necessari ancora diversi anni prima di vedere nuovamente i treni transitare lungo la tratta. La demolizione del masso del Monte Cucca e l’individuazione delle risorse economiche rappresentano però due passaggi fondamentali che segnano una svolta attesa da oltre quattordici anni e restituiscono a Terracina la concreta speranza di riconquistare il proprio collegamento ferroviario.