Ore decisive per l’Atletico Pontinia Calcio. Il club biancorosso nonostante “la fuga” dell’Anzio potrebbe giocare ancora nel campionato di serie D. È notizia di qualche giorno fa l’addio della società Porto D’Anzese al Caporuscio, lo stadio di Pontinia dove il club del presidente Rizzaro ha conquistato la salvezza in Interregionale: la tanto “osannata” fusione tra Anzio e Atletico Pontinia non si è concretizzata: il Bruschini riqualificato ora è idoneo per la Serie D, il Caporuscio non serve più e, fatte le valigie, si torna a casa.
Una scelta che ha spiazzato la dirigenza dell’Atletico Pontinia, decisa però a proseguire la sua ascesa: il club biancorosso non ha perso tempo, concentrandosi su altre strade, che portano a Sora.
Al termine della stagione conclusa con la salvezza, il presidente bianconero Angelo Tinto, attraverso un comunicato ufficiale, ha manifestato la volontà di cedere la società. Un annuncio colto al volo dall’Atletico Pontinia: secondo fonti molto attendibili la trattativa è molto avviata, quasi conclusa. Una trattativa che porterebbe a Pontinia il titolo di serie A, lasciando Sora senza calcio. Uno scenario che ha immediatamente allarmato la tifoseria. Sui social e nei luoghi di ritrovo del popolo bianconero si respira preoccupazione. I sostenitori del Sora chiedono certezze e guardano anche alle istituzioni cittadine affinché possano contribuire a preservare un patrimonio sportivo che da oltre un secolo rappresenta una parte importante dell’identità della città.
A fare chiarezza, rassicurando per adesso la tifoseria, è stato lo stesso Angelo Tinto, ai nostri microfoni: «Non sarò il nuovo presidente dell’Aversa. In passato abbiamo avuto rapporti e ci sono stati incontri perché abbiamo dato una mano a quella società, ma non c’è assolutamente nulla di vero nelle voci che stanno circolando».
Ancora più netta la risposta riguardo al presunto trasferimento del titolo sportivo fuori città, nello specifico dell’Atletico Pontinia.
«C’è un gruppo di imprenditori laziali interessati al Sora, tra i quali figurano anche alcuni operatori economici dell’area pontina. Con loro non chiuderò prima di lunedì, ma posso dire che, almeno ad oggi, il titolo resta a Sora. Prima di arrivare a una decisione definitiva sto comunque valutando altre possibilità. Questa mattina ho incontrato Mario Russo, ex presidente della Palmese, e nel pomeriggio vedrò altri imprenditori. Al momento non c’è nulla di concluso».
Il presidente uscente sottolinea le difficoltà, che a suo dire, avrebbe incontrato durante la sua esperienza alla guida del club. «Se dovessi arrivare a giugno o luglio senza una soluzione e la cessione si concretizzasse soltanto all’ultimo momento, eventuali scenari diversi non dipenderebbero da me. Oggi però non siamo in quella situazione. Anche se sto lasciando perché mi sono sentito poco sostenuto dal primo cittadino, dall’Ente comunale, dal popolo, non ho alcun piacere nel vedere sparire il calcio da Sora».