Poste in tilt nel sud pontino, le proteste: “Così la corrispondenza arriva in ritardo”

A Minturno spunta un cartello ironico rivolto ai portalettere. La denuncia della SLC CGIL: “Organici ridotti e territorio troppo vasto”

Proteste nel sud pontino per i ritardi nella consegna della corrispondenza. La SLC CGIL Latina-Frosinone, attraverso il responsabile Bruno Carlo, è intervenuta per chiarire la situazione che si è venuta a creare. Un intervento scaturito da una protesta eclatante di alcuni cittadini che hanno attaccato ad un palo dell’energia elettrica pubblica di Minturno un manifestino, col quale, in maniera ironica, precisano che “sono vivi” invitando il postino a consegnare la posta. I disagi sono causati dal centro di distribuzione di Formia, che conta otto unità in meno (da 59 a 51), che debbono coprire una vasta area che inizia a Itri e finisce a Suio.

Per il sindacalista attualmente per tutto il territorio di Minturno sono previsti 6 portalettere che devono servire a giorni alterni un territorio che si estende per 42 Km² con una densità abitativa di 462,13 abitanti al Km² ed un numero di abitanti sopra i 20.000. 

“Che fosse sbagliata questa riorganizzazione – ha aggiunto Bruno Carlo – lo abbiamo rappresentato al tavolo nazionale e ai tavoli territoriali, insistendo sulla incapacità di poter governare un flusso di prodotto che in provincia, diversamente dalle grandi città non è cambiato almeno rispetto a quanto rappresentato dall’Azienda, con la conseguenza dei disagi che oggi portano ai ritardi della corrispondenza all’utente finale, precisando che per questi motivi questi accordi non portano firma della CGIL. Non tornano i numeri delle consegne e delle abitazioni da servire con percorrenza in termini chilometrici che da soli giustificherebbero gli orari di uscita e rientro con i limiti di velocità imposti dal codice della strada senza fare alcuna fermata, un disagio quello della toponomastica che ancora ad oggi non si riesce a risolvere, con l’utente finale che ha due o tre indirizzi diversi da quello ufficiale sul documento di identità censito al Comune, con il portalettere  non in grado di individuare il cliente perché mancano le cassette sulla pubblica via e sui citofoni mancano i riferimenti di chi riceve la corrispondenza a quell’indirizzo. In tutto questo i responsabili del centro, che dovrebbero analizzare il lavoro di quadratura di un territorio vastissimo, come detto che parte da Gaeta e Itri per arrivare al sud fino ai confini con la Campania nei territori di Minturno, Castelforte e Suio, non solo non intervengono per ripristinare un equilibrio necessario a garantire il riaspetto dei carichi di lavoro ma insistono a richiedere prestazioni aggiuntive e giornate di straordinario nella giornata di riposo dei portalettere, oltre a caricare il personale ben oltre i carichi ben definiti in un accordo già complicato di suo”.

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