Un percorso formativo per affrontare temi delicati come le mutilazioni genitali femminili, la violenza di genere e i traumi che colpiscono donne e minori migranti. È l’iniziativa promossa dalla ASL Latina nell’ambito del progetto “FARI 4 Lazio”, finanziato attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete territoriale capace di mettere insieme sanità, servizi sociali, mediazione culturale e accoglienza, offrendo strumenti concreti agli operatori chiamati ogni giorno a confrontarsi con situazioni complesse e spesso difficili da intercettare.
Al centro del programma ci sono le mutilazioni genitali femminili, fenomeno diffuso soprattutto in alcune aree dell’Africa subsahariana e della penisola araba ma presente, in forme diverse, anche in Europa e in Italia a seguito dei flussi migratori. Secondo i dati richiamati nel progetto, sarebbero circa 600 mila le donne e le ragazze che convivono nel continente europeo con le conseguenze permanenti di queste pratiche.
La Asl pontina punta ora a rafforzare le competenze di medici, operatori sanitari, assistenti sociali, educatori e personale dell’accoglienza attraverso un percorso multidisciplinare e interculturale che favorisca prevenzione, tutela e presa in carico delle persone più vulnerabili.
Le attività formative prenderanno il via nel mese di giugno con lezioni teoriche, mentre da fine giugno a novembre 2026 sarà sviluppata una fase operativa sul territorio finalizzata alla costruzione di percorsi assistenziali condivisi. La direzione scientifica dell’iniziativa è affidata alla dottoressa Assunta Lombardi e al dottor Arcangelo Maietta.
Attraverso il progetto, la Asl Latina ribadisce il proprio impegno nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di servizi sanitari sempre più inclusivi e accessibili, con particolare attenzione alle fragilità sociali e culturali emergenti sul territorio.