Furti e frodi con le auto depredate a Latina, l’operazione Pac-Man si allarga

Oltre agli affari illeciti con droga e armi, gli investigatori della Polizia indagano anche sui traffici illeciti di ricambi

Indagando sul gruppo di persone coinvolte nei traffici di droga e armi, poi arrestate nell’ambito dell’operazione Pac-Man della scorsa settimana, gli investigatori della Polizia hanno scoperto alcuni legami anche con i furti parziali di vetture, ossia le razzie di pezzi che alimentano il mercato nero dei ricambi. Furti che in alcuni casi si sono rivelati essere simulazioni di reato per frodare le assicurazioni, ovvero ottenere rimborsi e poi ripristinare le vetture con i pezzi rubati solo per finta.

Questo filone investigativo è emerso sin dall’inizio dell’inchiesta, perché legato all’arresto del giovane dal quale è partita l’attività della Squadra Mobile lo scorso settembre. Mentre i poliziotti effettuavano un sopralluogo per il lancio di una bottiglia incendiaria ai palazzi Arlecchino, notarono poco lontano un giovane che parlava con altri ragazzi, curiosando, e decisero di controllarlo: nel bagagliaio dell’Audi Q3 con la quale era arrivato, venne trovato un chilo di panetti di hascisc. Durante le perquisizioni domiciliari venne poi trovato un garage pieno di pezzi di vetture, alcuni risultati rubati.

Nel corso degli accertamenti è emerso non solo che l’Audi Q3 era riconducibile a uno degli indagati coinvolti nei traffici di droga e nelle estorsioni, ma erano suoi anche alcuni pezzi rubati trovati nel garage. Secondo gli inquirenti quei componenti delle vetture erano stati nascosti per consumare la frode alla compagnia assicurativa, ovvero simulare che la vettura fosse stata depredata per ottenere il risarcimento per il furto parziale. Tant’è vero che l’indagato è indiziato di tentata estorsione perché ha cercato di recuperare quei pezzi, avvicinando i familiari del giovane che li custodiva e nel frattempo era stato arrestato, perché già servivano per ripristinare la macchina.

Nel corso dell’indagine è emerso che non si trattava di un caso isolato. Anche altre vetture, soprattutto macchine di lusso, erano state depredate in maniera organizzata per frodare la compagnia assicurativa. Ma gli inquirenti ritengono che questa attività illecita avveniva comunque nell’ambito di un vero giro di furti di pezzi dalle auto in sosta lungo le strade, che alimentava il mercato nero dei ricambi. L’indagine quindi punta a ricostruire questo sistema, gestito da soggetti legati agli indagati dell’operazione Pac-Man. Fatto sta che da quando gli inquirenti hanno iniziato a monitorare questo fenomeno, le razzie di pezzi si sono ridotte drasticamente, se non del tutto azzerate.

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