Una discussione degenerata nel giro di pochi minuti fino a trasformarsi in una violenta rissa armata di coltelli.
È accaduto nella notte tra giovedì e venerdì a Ponza, dove i Arma dei Carabinieri della locale stazione sono intervenuti per fermare uno scontro che ha coinvolto quattro giovani stranieri residenti sull’isola.
Il bilancio è di quattro arresti e diversi feriti, uno dei quali trasferito in eliambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina per accertamenti specialistici.
Secondo una prima ricostruzione dei militari, tutto sarebbe nato da motivi banali. La tensione sarebbe salita rapidamente fino a sfociare in un’aggressione reciproca nel corso della quale sarebbero stati utilizzati anche due coltelli da cucina. I quattro coinvolti — due cittadini tunisini e due egiziani, tutti residenti regolarmente a Ponza — si sarebbero colpiti a vicenda durante la colluttazione.
L’intervento dei Carabinieri ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Le operazioni di contenimento e arresto si sono concluse senza conseguenze per i militari intervenuti, mentre i protagonisti della rissa hanno dovuto fare ricorso alle cure del personale sanitario del 118.
Le condizioni più serie sono state riscontrate in un trentunenne tunisino, ferito in modo più grave durante lo scontro. Dopo le prime cure al poliambulatorio dell’isola e una prognosi iniziale di venti giorni, i medici hanno disposto il trasferimento urgente in elicottero presso il nosocomio pontino. Gli altri tre uomini hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in dodici, dieci e cinque giorni.
Per tutti è scattato l’arresto con le accuse di rissa aggravata e lesioni personali. In una prima fase, su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, gli indagati erano stati posti ai domiciliari sull’isola.
Successivamente, al termine del rito direttissimo, il giudice ha convalidato gli arresti disponendo misure differenti per i quattro coinvolti: due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, uno all’obbligo di firma, mentre il quarto è stato rimesso in libertà.
Resta fermo, come previsto dalla legge, il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.