Blue economy e distretto nautico del Lazio, da Gaeta la sfida della Camera di Commercio per il futuro del mare

Si è svolta oggi, giovedì 14 maggio, nella Blue Forum Arena al Molo Santa Maria di Gaeta, la Conferenza Nazionale “Ecosistema delle comunità costiere italiane: strategie e distretti”, appuntamento inserito nel programma del Boat Days on Board Blue Expo e tra le tappe centrali del Blue Forum 2026.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, operatori del comparto marittimo, rappresentanti del mondo imprenditoriale, associazioni e stakeholder del sistema mare per un confronto sulle prospettive di sviluppo della blue economy, della portualità e della nautica italiana.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, di SiCamera e di Assonautica Italiana, Giovanni Acampora, che ha evidenziato il valore strategico del mare per il futuro economico del Paese: «Gaeta rappresenta perfettamente l’identità marittima del nostro Paese e il valore strategico del Mediterraneo per lo sviluppo economico dell’Italia. Oggi più che mai dobbiamo avere la consapevolezza che il mare rappresenta un vero asset strategico nazionale, la grande infrastruttura naturale su cui costruire crescita, innovazione, occupazione e competitività».

Acampora ha sottolineato il ruolo centrale delle imprese della blue economy e il lavoro portato avanti negli anni dalla Camera di Commercio Frosinone Latina: «Come Camera di Commercio abbiamo sempre creduto nel valore del mare e continuiamo a investire concretamente nello sviluppo dell’economia blu, sostenendo le imprese e accompagnando i territori nei processi di crescita e innovazione».

Nel suo intervento il presidente ha richiamato anche l’importanza dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare – OsserMare, definito «un punto di riferimento nazionale ed europeo per dati e analisi sulla blue economy», soffermandosi poi sulla necessità di costruire una rete integrata tra imprese, porti turistici, cantieri, servizi e formazione.

Poi Acampora ha lanciato la sfida: «Crediamo che siano maturi i tempi per lavorare insieme ad un vero Distretto Nautico del Lazio, capace di mettere in rete imprese, porti turistici, cantieri, servizi, innovazione e formazione, rafforzando la competitività del territorio e creando nuove opportunità di sviluppo».

Tra i temi centrali anche il prossimo Piano del Mare 2026–2028, che secondo Acampora dovrà sostenere «con forza» le comunità costiere, i distretti marittimi e le imprese del settore, accompagnando le sfide legate a innovazione, sostenibilità, digitalizzazione ed energie rinnovabili.

Presentato il Rapporto

Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato il Rapporto “Valorizzazione e sviluppo del comparto nautico e portuale nel Lazio – Primo studio strategico e mappatura – anno 2026”, realizzato dall’Area Studi e Ricerca dell’eccellenza yachting italiana di Navigo e OsserMare.

A illustrarne contenuti e obiettivi Antonello Testa, presidente di Informare e coordinatore dell’Osservatorio nazionale sull’Economia del Mare – OsserMare e del suo Osservatorio Nautico del Lazio e il direttore generale di Navigo Pietro Angelini.

«Oggi il mare del Lazio non rappresenta più soltanto una risorsa economica tradizionale. È diventato uno spazio strategico dove si intrecciano sviluppo industriale, innovazione, sostenibilità, sicurezza, formazione e competitività internazionale». Ha evidenziato Antonello Testa.

Inoltre, Testa ha spiegato come il Rapporto rappresenti «un passaggio fondamentale» perché costruisce per la prima volta «una lettura organica e strutturata del sistema nautico e portuale del Lazio», offrendo strumenti utili a istituzioni e imprese per orientare le future strategie di sviluppo.

Dallo studio emerge che il comparto nautico regionale comprende 5.472 imprese attive distribuite lungo una filiera che include cantieristica, refitting, manutenzione, servizi portuali, logistica, noleggio, commercio e turismo nautico.

Il Lazio, secondo quanto emerso dal rapporto, non si configura ancora come un distretto manifatturiero nautico pienamente integrato sul modello delle regioni leader del settore, ma come «una piattaforma nautica avanzata», capace di attrarre domanda, gestire flussi e intercettare segmenti ad alto valore nel refit, nel diporto evoluto e nel turismo nautico.

Circa tre quarti delle imprese possono essere ricondotte ad attività di commercio e servizi nautici in senso lato, mentre cantieristica e refitting rappresentano un nucleo strategico, stimabile intorno al 15%, e la fornitura industriale specializzata resta una componente ancora debole e frammentata.

Alla luce dei dati raccolti, il Lazio dispone già di molti elementi necessari per costruire una traiettoria di sviluppo più ambiziosa come: una massa critica imprenditoriale rilevante, una posizione geografica centrale nel Tirreno, porti con funzioni differenziate, una domanda turistica e nautica importante, competenze tecniche diffuse e una crescente attenzione verso sostenibilità, digitalizzazione e formazione.

Alla conferenza hanno portato il loro importante contributo, tra gli altri, il sindaco di Gaeta Cristian Leccese, il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, l’assessore regionale alle politiche del mare, Pasquale Ciacciarelli, l’ammiraglio ispettore Vincenzo Leone, vice comandante generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Cosmo Mitrano, presidente della VI Commissione regionale del Lazio, Luciano Serra, presidente Assonat, Rosalba Giugni, presidente Marevivo, Francesco Di Filippo per Assonautica Italiana e Regione Abruzzo, Pietro Angelini, direttore generale Navigo, Luciano De Fermo, presidente Consorzio Mare Lazio, e Pino Rinaldi, amministratore delegato del Consorzio Nautico del Lazio. A moderare l’incontro, la giornalista Roberta Busatto del Blue Forum Italia Network.

QUI il report completo

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