La centrale biogas di Borgo Carso a Latina si può fare, il Tar boccia di nuovo l’annullamento del Comune

Accolto anche il secondo ricorso della società che vuole realizzare l’impianto in via Casal delle Palme. Contestazioni dell'Ente in ritardo

La centrale biogas di via Casal delle Palme, vicino Borgo Carso, potrà essere realizzata. Il Tar di Latina ha accolto il ricorso della società che promuove la costruzione dell’impianto, contro la decisione del Comune di Latina di annullare la Procedura abilitativa semplificata del progetto, adottata nel marzo dello scorso anno. Secondo i giudici amministrativi l’ente municipale non poteva farlo, sebbene avesse individuato una serie di criticità che potevano comportare la bocciatura del progetto, perché avrebbe dovuto contestarle entro trenta giorni dal deposito della pratica nel 2022, quando invece la società aveva ottenuto il benestare in maniera indiretta, con la formazione del silenzio assenso perché l’ufficio tecnico non avevano risposto all’istanza. Oltretutto si trattava del secondo tentativo dell’amministrazione municipale di fermare il progetto oltre il limite previsto dalla legge.

L’impianto prevede la realizzazione di metano dalla fermentazione di biomasse, un’attività afferente alla produzione agricola che tuttavia ha destato la preoccupazione di molti residenti sulle possibili ricadute per il territorio, in termini di emissioni di cattivi odori e per il transito frequente di mezzi pesanti lungo le strade della zona. Proprio in seguito alle proteste dei cittadini, l’attuale amministrazione comunale aveva riesaminato la pratica della centrale biogas presentata nel periodo in cui era insediato il Commissario straordinario, individuando una serie di carenze documentali, comprese la relazione di valutazione impatto mobilità (VIM) e la relazione sulle emissioni odorigene, come non risultavano essere state rilasciate l’autorizzazione sismica del Genio civile regionale, l’autorizzazione antincendi del Comando provinciale vigili del fuoco di Latina, l’autorizzazione della Provincia di Latina in merito alle emissioni in atmosfera.

Quindi alla luce di quelle carenze, nel 2023 il Comune aveva comunicato l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela del titolo abilitativo formatosi per il silenzio assenso. Il Tar di Latina però aveva accolto un primo ricorso presentato dalla società osservando che l’ente locale avrebbe dovuto sfruttare i trenta giorni di tempo successivi alla presentazione del progetto per chiedere l’integrazione dei documenti o per bocciare la pratica. Il Comune si era appellato, ma la causa era decaduta prima che il Consiglio di Stato prendesse una decisione perché nel frattempo l’amministrazione municipale aveva comunicato l’avvio del procedimento di riesame della Procedura autorizzativa semplificata, annullata appunto nel marzo dello scorso anno. Quindi la società aveva presentato di nuovo un ricorso al Tar di Latina che si è pronunciato nei giorni scorsi, bocciando l’annullamento adottato dal Comune, sostanzialmente per la stessa ragione del primo ricorso, perché l’ente si era pronunciato sul progetto troppo tardi, anziché compiere le valutazioni entro i termini di legge.

Quindi il collegio dei giudici amministrativi della Prima sezione del Tar di Latina hanno accolto il ricorso, senza comunque riconoscere un risarcimento alla società ricorrente. Il Comune tuttavia dovrà sostenere le spese legali, quantificate in cinquemila euro.

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