Rifiuti, parla il centrosinistra: “una filiera ‘fallimentare’ per Aprilia”

Il polo progressista e la condanna unanime al sacrificio inflitto alla città. "Un vero e proprio accanimento territoriale"

Ad Aprilia si farà un deposito di rifiuti e quel che si temeva un tempo, oggi è una realtà, perché la Regione Lazio ha deciso e questa scelta arriva nel momento peggiore della storia della città. E il centrosinistra ne approfitta per gettare la palla nell’altra metà campo e addossare la responsabilità alla controparte, il centrodestra che governa la Regione Lazio. Aprilia Domani, Avs, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico firmano un duro documento nel quale condannano la scelta della giunta Rocca e, a ricaduta, dei partiti del centrodestra apriliano: “Altro che filiera del fare. Qui siamo alla filiera dello scaricabarile: meno impegno pubblico, più potere ai privati e maggiore pressione sui territori”. Ed è solo il principio di una nota che, certamente, non fa sconti.

“Il nuovo Piano rifiuti regionale – recita il comunicato stampa a firma dei cinque soggetti politici che compongono l’alleanza di centrosinistra – non è una risposta che il territorio attendeva, bensì certifica definitivamente il fallimento politico del centrodestra nel Lazio. Un fallimento che ha un volto preciso, quello della giunta guidata da Francesco Rocca, e che chiama in causa in modo diretto anche i dirigenti locali, a partire da Fratelli d’Italia, che per anni hanno venduto la filiera di governo come la soluzione miracolosa a ogni problema”.

“Oggi quella narrazione – prosegue la nota del polo progressista – si sgretola davanti alla realtà: dopo oltre tre anni di attesa arriva un piano tardivo, fragile e destinato a un iter lungo e incerto, con una legislatura ormai agli sgoccioli. Altro che programmazione: siamo davanti a un provvedimento che nasce già senza gambe, incapace di dare certezze ai territori. Nel merito, il piano è ancora più grave. La Regione rinuncia di fatto a costruire un sistema pubblico del ciclo dei rifiuti e sceglie invece di affidarsi ai privati per la realizzazione e gestione delle nuove discariche. Una scelta politica precisa, che scarica responsabilità e indebolisce il controllo pubblico su un settore strategico”.

Il piano dei rifiuti ha cancellato gli ATO, riducendo il passaggio a due sole macroaree, smontando il principio di prossimità, depotenziando la capacità dei territori di essere autosufficienti e, sostiene il centrosinistra, “aprendo la strada a un sistema squilibrato, dove pochi territori saranno chiamati a sopportare il peso di tutti, perché – sentenziano i partiti del centrosinistra – siamo di fronte ad un arretramento netto”.

“La conferma della nuova discarica nel territorio comunale è l’emblema di questo fallimento: una città che ha già pagato un prezzo ambientale altissimo viene ancora una volta individuata come area di sacrificio. Non è una scelta tecnica, è una scelta politica profondamente sbagliata perché mentre si parla di transizione ecologica – si legge ancora nella nota dei progressisti – si continua a investire sullo strumento più arretrato della gestione dei rifiuti. Invece di puntare su impianti moderni, pubblici e distribuiti, si preferisce concentrare criticità e impatti su territori già fragili. Il risultato è un piano che arriva tardi e senza una reale prospettiva di attuazione; affida ai privati pezzi fondamentali del ciclo dei rifiuti; cancella strumenti di governance territoriale come gli ATO; in ultimo: scarica su realtà come Aprilia il peso delle inefficienze regionali”.


“E Aprilia, ancora una volta – conclude amaramente la nota di Aprilia Domani, Avs, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico – viene scelta non per essere aiutata, ma per essere utilizzata. Un vero e proprio accanimento territoriale, rispetto al quale questa volta i dirigenti locali del centrodestra non potranno rifugiarsi in mistificazioni: a certificarlo sono stati gli stessi riferimenti regionali, fin troppo attenti nel cancellare progettualità per la città pur di fare spazio a nuovi impianti di rifiuti.”

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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