La vicenda è tutta politica: le opposizioni avevano chiesto e ottenuto la convocazione della massima assise civica con il chiaro intento di mettere in difficoltà l’amministrazione comunale e di chiedere pubblicamente le dimissioni del sindaco. Il tutto, discutendo di un presunto avviso di garanzia di cui sarebbe stato destinatario un funzionario del Comune.
Ma la maggioranza non è di certo stata a giochi e tatticismi e, ha preventivamente annunciato che non avrebbe preso parte alla seduta contestando sia i temi che la minoranza aveva chiesto di mettere all’ordine del giorno, sia le modalità della convocazione dell’assise.
Nel dettaglio, secondo le posizioni di chi sostiene l’esecutivo, la fase ispettiva legata al dipendente dell’Ente sarebbe ancora in fase di indagini e pertanto non affrontabile pubblicamente. Ma a fare più “rumore” sarebbe stata la modalità di richiesta della riunione. Infatti, tale richiesta non sarebbe passata per la conferenza dei capigruppo che di fatto è propedeutica alle riunioni del consiglio comunale e che viene coordinata dal presidente del consiglio comunale. E qui si apre un altra questione. All’ordine del giorno, infatti, non sarebbe stata posta neppure la questione dell’elezione del nuovo presidente, atto sostanziale per il corretto funzionamento dell’amministrazione.
Alla fine il consiglio non si è svolto ma le polemiche, se possibile, sono state ancora più importanti di quelle precedenti e, seppur con accuse incrociate, la minoranza le dimissioni del sindaco e il passo indietro dell’Amministrazione, l’ha chiesto ugualmente.