La Procura di Latina ha avviato nuovi accertamenti per chiarire il possibile condizionamento della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Terracina, prendendo spunto dagli sviluppi dell’indagine “Porta Napoletana” condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che nei mesi scorsi aveva portato già all’emissione di alcune misure cautelari.
Al centro delle verifiche ci sono i rapporti tra un esponente locale accreditato quale esponente della criminalità di origine napoletana, Eduardo Marano, e l’ex consigliere comunale Gavino De Gregorio, poi finito ai domiciliari e successivamente dimessosi.
Gli investigatori intendono comprendere fino a che punto le sollecitazioni del primo abbiano influenzato l’attività amministrativa del secondo, in particolare per favorire richieste provenienti da imprenditori a lui vicini.
Proprio per questo, su incarico della Procura, i carabinieri del Nucleo Investigativo si sono recati nei giorni scorsi negli uffici del Comune per acquisire documentazione relativa ad alcune pratiche considerate sensibili. Tra queste figurano quelle legate ad un not imprenditore ittico del posto, non indagato al momento, ma ritenuto in rapporti stretti con Marano.
Le attenzioni degli inquirenti si starebbero concentrando su alcuni episodi specifici: da un lato le autorizzazioni per l’installazione di strutture esterne a un’attività commerciale riconducibile proprio a quell’imprenditore e, dall’altro una richiesta di risarcimento per danni subiti durante un evento meteorologico avvenuto nel 2018.
Secondo quanto emerso, potrebbero essere stati tentati interventi per accelerare o agevolare l’iter burocratico, nonostante la mancanza dei requisiti necessari.
Nel corso delle indagini sono state raccolte intercettazioni e testimonianze che descrivono contatti frequenti e insistenti da parte del politico nei confronti degli uffici comunali, con richieste reiterate di aggiornamenti e sollecitazioni per una rapida conclusione delle pratiche.
Una funzionaria, avrebbe riferito di visite settimanali e di pressioni continue, pur non caratterizzate da toni aggressivi.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di accertare se il comportamento di De Gregorio possa essere collegato al sostegno ricevuto durante la campagna elettorale proprio da Marano, ipotizzando quindi un rapporto di scambio tra appoggio politico e disponibilità ad intervenire in ambito amministrativo.
L’obiettivo della Procura è ora quello di verificare eventuali ulteriori responsabilità penali e definire con maggiore precisione i legami tra i soggetti coinvolti, alla luce degli effetti concreti che tali interferenze potrebbero aver avuto sull’attività del Comune.