Formia – Omicidio Bondanese: la decisione del Tribunale dei Minori sulla sorte dei 4 imputati

Il tribunale per i minori di Roma, accogliendo la richiesta della difesa, ha disposto che i 4 imputati siano sottoposti alla 'messa in prova'

Nell’ultima udienza del processo per la morte di Romeo Bondanese, il gup del Tribunale per i Minori di Roma ha deciso di accogliere le richieste della difesa nei confronti dei 4 imputati, tutti minori all’epoca dei fatti ed originari della provincia di Caserta. I giovani sono accusati di rissa ed uno solo di omicidio e saranno sottoposti al regime di ‘Messa alla prova‘.

In particolare, quindi, il giudice ha deciso 12 mesi di messa alla prova per i minorenni imputati per rissa e 24 mesi per il 17enne di Casapulla accusato di essere l’omicida di Romeo, e di aver quindi sferrato la coltellata fatale.

Il 16 febbraio del 2021, in via Vitruvio a Formia tra i due, vittima ed omicida, era nato un litigio per futili motivi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura per i Minorenni, ne è scaturita una rissa nella quale è intervenuto prima il cugino della vittima, quindi gli altri minori casertani per spalleggiare l’amico. Proprio durante la colluttazione il 17enne campano ha sferrato la coltellata a Bondanese colpendolo all’inguine sinistro; il decesso è sopraggiunto per arresto cardiocircolatorio in shock ipovolemico, causato dal colpo di arma bianca ricevuto. Nella colluttazione restarono feriti anche il cugino della vittima, colpito da una coltellata alla coscia destra, e lo stesso baby killer, ferito ad una mano.

Cosa comporta il regime di ‘Messa alla prova’

La sospensione del processo con messa alla prova è una modalità alternativa di definizione del processo, attivabile sin dalla fase delle indagini preliminari, mediante la quale è possibile pervenire ad una pronuncia di proscioglimento per estinzione del reato, laddove il periodo di prova cui acceda l’indagato / imputato, ammesso dal giudice in presenza di determinati presupposti normativi, si concluda con esito positivo.

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