Campagna elettorale a Fondi, intesa a destra al capolinea

Nella città della Piana tramonta l'ipotesi di un accordo Forza Italia-Fratelli d'Italia. Tre carte contro Maschietto?

Un’intesa pare si sia tentata, ma a quanto pare, il matrimonio non si doveva (o poteva fare) a Fondi: il centrodestra non si presenterà unito alle urne neppure questa volta. E sembra l’unica certezza di questa campagna elettorale che continua a non decollare.

Le crepe e la rottura

Probabilmente, sia da Forza Italia che da Fratelli d’Italia, entrambi rivendicheranno di aver subito decisioni altrui. Ma la realtà è che a livello locale, pur stando chi tra i banchi della maggioranza e chi dell’opposizione, questa intesa non s’è trovata. Qualcuno pensava che con la mossa romana sulle provinciali si sarebbero potuti ricostruire cocci rotti nella coalizione sull’asse Latina-Terracina-Fondi, ma le cose sembrano andare diversamente. 

A Latina, sotto la crosta – sempre più sottile – dell’unità, è lotta senza quartiere; a Terracina, Forza Italia che è già uscita dalla maggioranza a guida FdI, ha lanciato una campagna elettorale già individuando il candidato sindaco e, a Fondi, (dove si vota a maggio) nulla emerge, se non la rottura che, secondo indiscrezioni, questa volta sarebbe definitiva.

L’alternativa a destra

E adesso? In settimana i dirigenti di Fratelli d’Italia dovrebbero riunirsi per decidere la strategia, che in realtà somiglia più a un vertice per individuare il candidato sindaco. I due consiglieri comunali, Stefano Marcucci e Luigi Vocella, sarebbero i nomi più chiacchierati. 

Ma il vero nodo rimane: FdI andrà da solo o proverà a costruire l’alternativa a destra, magari con una coalizione? Dalla Lega non si capisce bene quanto interesse ci sia a tale ipotesi e tutti gli altri sembrano già accasati. 

Lo scenario

Non è al momento escluso, che lo spezzettamento del voto possa favorire una dispersione che porti al secondo turno (qualora al primo nessun candidato sindaco ottenga il 50% + 1 di voti validi). Quasi un remake di sei anni fa, quando Beniamino Maschietto divenne sindaco dopo quindici giorni dal primo turno, quando aveva  sfiorato la metà dei voti validi.

Ma anche questa volta sarà così? La prima domanda alla quale bisognerebbe rispondere è se il sindaco in carica sia intenzionato o meno a ricandidarsi. Tutti lo ritraggono dubbioso e preoccupato di altri cinque anni in prima linea. In realtà, però, proprio nell’ultimo periodo, il sindaco si è mostrato (insieme al suo vice Vincenzo Carnevale) l’uomo mediaticamente più esposto della maggioranza che continua a pendere dalle labbra e dal peso politico del senatore Claudio Fazzone.

Oltre la staccionata

E poi c’è l’altrove: quello a sinistra dove tutto sembra apparecchiato, ma forse manca il menù. Infatti, se il Pd si dice pronto avendo anche avanzato pubblicamente la candidatura a sindaco del consigliere Salvatore Venditti, pare che gli altri non si pronuncino. E quel silenzio di Cinque Stelle, Azione e Italia Viva starebbe facendo valutare ai Dem anche un clamoroso colpo di coda, ammesso sempre che il candidato designato non faccia un passo indietro, o almeno di lato.

E per rimanere nello stesso ambiente, nell’ala civica di “Fondi Vera”, c’è Francesco Ciccone che sembra il cliente indeciso che rimanda indietro il cameriere in attesa del momento giusto. Ma non per ordinare, bensì per annunciare la candidatura a sindaco.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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