Disagio e violenza ad Aprilia, mali da non sottovalutare

La presidente dell'associazione Sunflower, Tartaglia, chiede interventi di prevenzione primaria e secondaria contro il disagio giovanile

Una violenza sessuale e un furto all’interno di una associazione giovanile che lavora in un quartiere difficile, cercando di strappare i giovani dall’assenza di prospettive, appassionandoli e rendendoli partecipi di una realtà che non lo vuole.

Due episodi avvenuti in zone distanti, ma che il pensiero collega velocemente perché rappresentano nell’immaginario collettivo, zone di margine sociale.

Sugli ultimi fatti di cronaca che hanno riguardato Aprilia e il mondo giovanile, è intervenuta Valentina Tartaglia secondo la quale “non possono essere letti come episodi scollegati o come semplici emergenze di ordine pubblico. Sono segnali chiari di una fragilità strutturale che attraversa il tessuto sociale della città e che più volte io stessa ho segnalato senza trovare una risposta sistemica adeguata”.

Il colpo alla Uploop Studio non è stato solo un furto. “Significa colpire uno dei presìdi sociali che operano quotidianamente per offrire ai giovani spazi di aggregazione, strumenti culturali, opportunità di crescita e alternative concrete alla marginalità- scrive la presidente dell’ Associazione Sunflower Project MICI e Stomia ETS – Sottrarre risorse provenienti da donazioni volontarie equivale a indebolire il capitale sociale della città, ovvero quell’insieme di relazioni, reti e competenze che costituiscono il primo livello di prevenzione rispetto al disagio e alla devianza. Quando viene colpita un’associazione, non viene danneggiato un soggetto isolato, ma l’equilibrio complessivo di una comunità”.

La violenza, invece, secondo l’avviso di Tartaglia, non andrebbe affrontata esclusivamente sul piano repressivo. “È l’esito estremo di un fallimento sistemico – scrive in una nota stampa Valentina Tartaglia – che riguarda l’educazione affettiva, la costruzione delle relazioni, la gestione delle emozioni e la responsabilizzazione individuale. È il risultato di un vuoto culturale e preventivo che non può essere ignorato. Intervenire solo dopo significa accettare che il danno si produca prima che il sistema reagisca”.

“Da tempo – prosegue ancora nel comunicato stampa Valentina Tartaglia – si evidenzia l’esistenza di un disagio giovanile diffuso ad Aprilia: isolamento sociale, comportamenti aggressivi, fragilità relazionali, perdita di riferimenti educativi, sfiducia nelle istituzioni e baby gang in giro per la città soprattutto nelle ore serali. Tuttavia, a fronte di questi segnali, che sono presenti già da tempo nella nostra città, la risposta è rimasta frammentaria, discontinua e priva di una visione integrata. Sono mancati coordinamento stabile tra servizi sociali, scuola, sanità territoriale e terzo settore, investimenti strutturali sulle politiche giovanili e una programmazione fondata sulla prevenzione piuttosto che sull’emergenza”.

“In questo momento storico più che mai è necessario per la nostra città avviare immediatamente un programma di prevenzione strutturato e permanente, fondato su politiche di prevenzione primaria e secondaria – conclude Tartaglia – su investimenti stabili e misurabili rivolti alle nuove generazioni, sul riconoscimento delle associazioni come infrastrutture sociali e partner istituzionali a pieno titolo, e su una governance territoriale capace di pianificare, coordinare e valutare gli interventi, superando definitivamente una gestione fondata sulla reazione ai singoli fatti di cronaca”

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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