Perdite idriche ad Aprilia, il report di Ragusa

L’esponente pentastellato attacca i lavori effettuati da Acqualatina e chiede controlli da parte del Comune

“Verificate se i ripristini eseguiti da Acqualatina siano stati realizzati a regola d’arte e, in caso contrario, di procedere con una diffida al gestore del servizio idrico affinché provveda al corretto ripristino, evitando che i relativi oneri finiscano sulle finanze dell’Ente. Troppi pericoli e danni per la città”.

Da settimane sta documentando personalmente gli interventi di riparazione delle perdite idriche effettuati da Acqualatina su diverse strade di Aprilia e, soprattutto, lo stato dei ripristini del manto stradale e dei marciapiedi a lavori conclusi. E quello che emerge da questa indagine è un quadro preoccupante, sia sul piano della sicurezza che su quello dei possibili costi futuri per le casse comunali.

Andrea Ragusa, che ultimamente si sta concentrando molto sullo stato di avanzamento di molti cantieri del PNRR, passa sotto la lente i lavori di manutenzione di Acqualatina.

Le criticità segnalate nelle strade cittadine

Nelle vie Cagliari, Tiziano, Cattaneo, Leonardo da Vinci, in piazza Benedetto Croce e all’incrocio tra via Tiberio e via Di Giacomo denuncia la presenza di buche, avvallamenti, cedimenti e ripristini provvisori che non sembrano conformi a quanto previsto dal Regolamento comunale per gli scavi e i ripristini, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 37 del 19/11/2020. In via Cagliari, ad esempio, dopo la riparazione della perdita è stata lasciata una buca sull’asfalto, mentre la pavimentazione circostante, già danneggiata dal lungo ristagno d’acqua, non è stata ripristinata a regola d’arte.

I casi di via Tiziano, via Cattaneo e delle altre aree

“In via Tiziano – dice Ragusa in un comunicato stampa – gli scavi, inizialmente trasformati in buche riempite di terra, sono stati chiusi con tappi di asfalto in rilievo rispetto al manto stradale preesistente, senza che risultino evidenti né il corretto binder né un adeguato allargamento dell’area ripristinata come prescrive il disciplinare tecnico”.

“Situazioni analoghe si riscontrano in via Cattaneo, dove la buca a ridosso della pista ciclabile è rimasta pericolosamente non richiusa e non segnalata, e nei punti già oggetto di precedenti scavi trasversali che non sembrano rispettare il requisito minimo dei 3 metri di estensione del manto d’usura oltre lo scavo e dell’allargamento di 1,50 metri per lato previsto dal regolamento comunale. In piazza Benedetto Croce e all’angolo tra via Tiberio e via Di Giacomo i ripristini mostrano cedimenti evidenti che rappresentano un rischio per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni e che, se non sanati, rischiano di trasformarsi in ulteriori costi di manutenzione a carico del Comune”.

Le prescrizioni tecniche e le responsabilità

“Il disciplinare tecnico comunale – spiega ancora Ragus – stabilisce chiaramente che, in caso di scavi longitudinali, il manto d’usura in conglomerato bituminoso deve essere steso sull’intera carreggiata o, comunque, su almeno metà carreggiata, previa fresatura, e che negli attraversamenti trasversali lo strato di usura deve estendersi per almeno 3 metri, senza creare gradini o variazioni altimetriche”.

“Eppure, in molti dei casi documentati, i ripristini appaiono limitati alla sola traccia di scavo, con asfalto in rilievo o già disgregato, in evidente contraddizione con queste prescrizioni. È bene ricordare inoltre che, ai sensi dell’articolo 2051 del Codice civile, la responsabilità per i danni cagionati da situazioni di pericolo riconducibili a una cattiva manutenzione delle strade può ricadere su chi ha in custodia il bene, cioè dell’ente pubblico proprietario.”

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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