Piano ex Svar: verso il futuro, con la testa rivolta all’indietro

Una partita amministrativa che si gioca ai tempi supplementari, sul filo della scadenza del Piano stesso. Tutti guardano al 28 febbraio

Nel deserto, una piccola pozza d’acqua può assumere le sembianze di un lago. E’ un’immagine che può aiutare a comprendere l’enfasi esagerata che sta accompagnando la recente approvazione del Piano di Zona ex Svar, un intervento di edilizia residenziale pubblica che attende da vent’anni di essere realizzato. Una volumetria complessiva di 72.000 metri cubi, il venti per cento dei quali destinati a servizi e attività commerciali, capace di trasferire nell’area compresa tra via Romagnoli e viale Kennedy 170 alloggi che dovrebbero ospitare circa 622 nuovi residenti.

Forse ci siamo, finalmente. Bravo l’assessore Annalisa Muzio, bravi i dirigenti e gli uffici, ma da qui a sostenere che “siamo di fronte al segno di una città che decide di non stare ferma guardando al futuro” ce ne corre. Più prosaicamente, qualcuno potrebbe dire “hanno fatto la metà del loro dovere”. E l’hanno fatto indipendentemente dagli esiti del programma edilizio previsto dal Piano di Zona ex Svar, una partita amministrativa che si gioca ai tempi supplementari, sul filo della scadenza del Piano stesso, che entro la data del 28 febbraio prossimo, tra quattro settimane, dovrà essere in grado di offrire un cantiere in attività se vorrà superare lo scoglio della decadenza, con tutto quello che ne consegue.

Un tantino di enfasi sarebbe stata più adeguata per la performance degli uffici comunali che hanno saputo predisporre tutto quello che era necessario per arrivare in consiglio comunale, finanche trovare un paio di imprese disposte ad occupare il posto lasciato vacante da un paio di rinunciatari e garantire con la loro presenza il compimento di un iter altrimenti destinato al fallimento.

Ma la politica affetta da miopia ha sempre bisogno di autocelebrarsi piuttosto che riconoscere i meriti alle braccia nascoste di un’amministrazione, fino a spingersi a definire l’intervento alla ex Svar come un esempio di discontinuità rispetto al passato e un’apertura verso il futuro. Sarà, ma con una ipotesi di soddisfacimento di un fabbisogno abitativo risalente a un discutibile studio del 2003; di fronte a un insediamento edilizio non proprio esaltante e privo di spazi verdi; con una denominazione aggiunta di fresco, Olim palus 2032, c’è poco da guardare al futuro. Perciò sarebbe stato meglio mantenere un profilo adeguato e tirare dritto senza troppi fronzoli, anche per non suscitare eventuali reazioni da parte dei consiglieri e rispettivi partiti di appartenenza, di maggioranza, che hanno disertato il voto in consiglio per l’approvazione del Piano di zona ex Svar.

Anche perché, dell’intera discussione in consiglio, quello che resta è il delirio del presidente della Commissione Urbanistica Roberto Belvisi, un ingegnere che dovrebbe avere a cuore la sorte della terra e delle campagne, perché viene da lì, che inneggia al consumo del suolo. Ha ragione l’esponente del Movimento 5 stelle Maria Grazia Ciolfi a dirsi inorridita. Ma dovrà farsene una ragione, la compagnia di viaggio è quella che è.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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