Priverno – Intervengono per un’emorragia, ma si tratta di una gravidanza interrotta

I soccorritori si trovano davanti a una nascita drammatica. La donna ha dichiarato di non sapere di essere incinta. Aperto un fascicolo

Un intervento sanitario di routine si è trasformato in una scena sconvolgente, consumatasi a Priverno. L’altra notte una donna di 40 anni ha chiesto aiuto al 118, parlando di dolori insopportabili e di una copiosa emorragia. Nulla lasciava presagire, almeno dalle sue parole, ciò che il personale medico si sarebbe trovato davanti una volta giunto sul posto.

All’arrivo dell’ambulanza, i sanitari hanno compreso che non si trattava di un malore qualunque: la donna era in fase espulsiva. Un parto inatteso, mai dichiarato, addirittura negato dalla stessa paziente. È scattata immediatamente la corsa verso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, ma durante il tragitto è avvenuto il parto. Il feto è stato espulso. Per la piccola, però, non c’era ormai più nulla da fare.

Secondo le prime valutazioni cliniche, non si sarebbe trattato di un parto a termine, bensì di un’espulsione spontanea avvenuta dopo il decesso del feto. Al Pronto Soccorso del capoluogo, i medici non hanno potuto far altro che constatare ufficialmente la morte della neonata, una femmina, seconda figlia della donna che vive a Priverno con una figlia già adulta.

L’atteggiamento della donna, ha portato i sanitari a informare la Polizia presente in ospedale. La segnalazione è arrivata sul tavolo del Pubblico Ministero di turno che ha aperto un fascicolo per far luce sulla vicenda.

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