L’imprevisto destino di Frosinone: nascere sull’autostrada e poi morire soffocati dal traffico

A chi spetta il compito di reclamare una soluzione sulla viabilità? Anche i pontini che devono raggiungere la Ciociaria restano imbottigliati

“Benvenuti al sud”, direbbe uno di Busto Arsizio finito in Ciociaria dopo essere transitato per la pianura pontina. Ma anche arrivando dall’Autostrada del Sole, da Roma o Napoli, si può rischiare di rimanere con l’auto ferma al casello, perché davanti, a sbarrare l’accesso sulla 156 dei Monti Lepini, ti trovi una fila ininterrotta di veicoli che non riesce a sfogare da nessuna parte.

“Benvenuti a Frosinone”, capoluogo di una terra meravigliosa, città attraversata da una sola strada che non riesce più a sostenere il flusso di auto e camion che fanno la spola tra la provincia di Latina e l’alta Ciociaria che si espande verso Sora, Alatri, Fiuggi, Anagni.

Uno strano destino quello di Frosinone, città che ha cominciato ad esistere grazie al dirottamento della Roma-Napoli voluto dal lungimirante Giulio Andreotti, città che ora soffoca nel traffico, dal quale ottiene il poco invidiabile primato di una pole position in fatto di polveri sottili nell’aria. Sessant’anni fa, quando i ragazzini giocavano a pallone in strada perché le auto non c’erano, non sarebbe stato facile prevedere quello che sarebbe accaduto dieci lustri più tardi, ma in tutto questo tempo e con tutte le avvisaglie possibili regalate da un progresso inarrestabile, ci si sarebbe dovuti attrezzare per correre ai ripari. E invece sembra di essere di fronte a una comunità di arresi, e di una classe politica che come le stagioni, non è più quella di una volta.

Anche adesso che la cosiddetta “filiera” è perfettamente in linea sull’asse Comune-Regione-Governo, il vuoto di idee è padrone della situazione: a chi spetta il compito di reclamare una soluzione sul versante della viabilità? Non certo al sindaco, che tutt’al più ha il potere di modificare un senso unico o creare un’isola pedonale. Sarebbe un dovere dei consiglieri regionali e dei parlamentari ciociari sbattere i pugni sul tavolo a Roma per reclamare attenzione da parte dei loro leader di partito che non lesinano miliardi quando c’è da pompare l’avventura, anche mediatica, di un ponte sullo stretto: vuoi che non si trovino una manciata di milioni per uno svincolo o due capaci di smistare un po’ di traffico sulle fasce laterali di Frosinone? Già, le fasce laterali, quelle tanto care ai canarini e ai tifosi che una domenica sì e l’altra no si radunano allo Stirpe per sedare le incazzature dei quindici giorni precedenti trascorsi in fila sulla Monti Lepini per andare e tornare dal lavoro o da casa. “Benvenuti a Frosinone”.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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