Compensazione urbanistica, LBC: “Delibera ancora grandi criticità e rischi di ricorsi”

La nota del capogruppo Bellini: "I consiglieri comunali devono essere messi in grado di votare in modo consapevole"

“Torna in commissione Urbanistica la delibera sul principio della compensazione da inserire nelle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale. Il tema della perequazione, presente nella prima versione della delibera, quella che un anno fa Regione chiese fosse immediatamente ritirata in autotutela, è stato stralciato da questo provvedimento. Rimane solo il principio della compensazione. L’avvocato che assiste le due società che hanno fatto ricorso e che hanno portato la Regione Lazio a chiedere al Comune di Latina di ritirare in autotutela la delibera 43 del 2024, ha inviato una nota lo scorso maggio indirizzata agli uffici, alla giunta e ai consiglieri comunali. Una comunicazione importante che pone rilievi a nostro avviso fondati, ma che non ci è mai pervenuta. Questo è un primo fatto grave che occorre stigmatizzare perché i consiglieri comunali devono essere messi in grado di votare in modo consapevole e non è possibile che dagli allegati di una delibera così importante vengano omessi comunicazioni indirizzate anche ai consiglieri”.

E’ la posizione di Lbc, sottolineata dal capogruppo Dario Bellini che oggi ha preso parte alla seduta della commissione Urbanistica. L’avvocato Fabio Raponi nelle sue osservazioni sottolinea diversi aspetti degni di nota. “Innanzitutto – continua il consigliere Bellini – si è andati ben oltre il termine dei 12 mesi per poter ritirare in autotutela la delibera 43, una delibera pubblicata a luglio 2024 e dunque da annullare, secondo legge, entro lo stesso mese del 2025. Gli effetti di quella delibera, compresivi del timing per presentare osservazioni sulla stessa, scattano infatti dalla sua pubblicazione. Questo problema di forma potrebbe essere impugnato causando all’amministrazione comunale nuovi problemi perché se venisse annullata la delibera di annullamento, si applicherebbe la previgente delibera della perequazione bocciata dalla Regione”.

“C’è poi un altro aspetto da considerare – aggiunge Bellini – nella bozza di delibera si scrive che ‘con successivo provvedimento, da approvare da parte dell’amministrazione comunale, verranno dettati i criteri e le modalità per applicare tali principi compensativi’. A prescindere dalla mancata previsione dell’istruttoria pubblica e delle osservazioni su tale provvedimento che non si specifica debba essere una delibera di consiglio comunale, va però ricordato che la stessa anomalia portò all’annullamento da parte anche del Consiglio di Stato, dei vecchi piani particolareggiati dell’era Di Giorgi non solo perché approvati in Giunta e non in Consiglio, ma perché nelle norme tecniche di attuazione del Prg mancavano proprio i criteri e le modalità di attuazione di quei principi. Secondo la giurisprudenza infatti, è necessario indicare i criteri, le aree, le modalità di applicazione per mettere in condizioni tutti i cittadini di essere informati allo stesso modo e nello stesso momento in base ai principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza, con la finalità di rendere pubblici i criteri, i valori attribuiti alle aree del territorio. La materia urbanistica è complessa ma forse attraverso degli esempi diviene tutto più chiaro: si pensi al proprietario di un’area attualmente priva di valore economico che potrebbe essere attualmente indotto a svenderla non essendo a conoscenza che di lì a poco la stessa potrà aumentare di valore in ragione della volumetria attribuita , o al contrario, si pensi all’investitore che non ha la sicurezza di acquistare un’area in assenza di una normativa dettagliata che consenta di quantificarne il valore. Questi sono i casi che, nella migliore delle ipotesi, in attesa del secondo provvedimento che individui criteri e modalità aperto ad istruttoria pubblica, potrebbero portare a una paralisi del mercato immobiliare, nella peggiore delle ipotesi a valutazioni economiche assolutamente errate. Si stanno insomma commettendo gli stessi errori del passato. Sono stato poi attaccato dall’assessora Muzio per aver riportato le osservazioni fatte da un avvocato di parte – spiega il consigliere di Lbc – Ricordo che quelle osservazioni erano indirizzate anche a tutti i Consiglieri ed è grave che non ci siano pervenute, ma al di là di questo ricordo all’assessora che queste questioni riguardano temi che interessano tutti i cittadini. La sfido infatti a trovare e riportare una sola parte del mio intervento teso a favorire una parte in causa. Il fatto che i cittadini non sapranno fino a quando, con atto successivo, non verranno approvati criteri e punti di caduta precisi di queste nuove norme tecniche, rischiano di favorire qualche privato che potrebbe avere accesso, per vie traverse, anticipatamente a queste informazioni. Questo fattore, credo di non sbagliarmi, interessa tutta la comunità”.

“La nuova delibera inoltre prevede sia l’annullamento della vecchia delibera, sia la riadozione della nuova compensazione e questo è un ulteriore rischio che può complicare ancor di più un iter già complesso anche a causa degli errori commessi nel recente passato, aprendo la strada a possibili ricorsi. Insomma oggi si è voluto portare in votazione in commissione Urbanistica un provvedimento che conserva molte criticità, senza ascoltare alcuna obiezione di buon senso e riteniamo errato questo atteggiamento arroccato da parte dell’amministrazione Celentano su questioni così annose e delicate”.

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