ZES, Sarubbo (Pd): «La destra penalizza ancora Latina e Frosinone»

Attacco del segretario dem dopo l’estensione della ZES a Marche e Umbria: «Lazio escluso, territori in crisi ignorati»

l segretario provinciale del Partito Democratico di Latina, Omar Sarubbo, attacca il Governo dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di estendere la Zona Economica Speciale (ZES) alle Marche e all’Umbria, lasciando ancora una volta fuori il Lazio.

«Altro che filiera istituzionale – dichiara Sarubbo – il Governo Meloni continua a ignorare i bisogni reali delle province di Latina e Frosinone, condannandole a un’ennesima esclusione da misure che potrebbero risollevare l’economia di territori in difficoltà. La tanto sbandierata unità d’intenti tra livelli di governo si dimostra, ancora una volta, una bugia utile solo alla propaganda estiva della destra».

La ZES è uno strumento di sviluppo territoriale che offre agevolazioni alle imprese: credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, fondi per investimenti, decontribuzioni sulle assunzioni e semplificazioni burocratiche per nuovi insediamenti o riconversioni industriali.

«Latina e Frosinone possiedono tutti i requisiti – prosegue Sarubbo – a partire dalla pesante crisi industriale in atto. Numerosi sono stati gli atti politici per chiedere l’estensione della Zes a questi territori: dalla mozione presentata dai consiglieri regionali Salvatore La Penna e Sara Battisti, fino all’emendamento dei deputati Mancini, Curti e Orfini. Tutti rigettati, senza motivazioni credibili».

Secondo Sarubbo, la scelta del Governo non è casuale: «Le Marche, non a caso prossime al voto regionale, ottengono l’ingresso nella Zes, mentre il Lazio – e in particolare le aree più fragili come il Sud pontino e il frusinate – resta escluso. L’unico “progetto” che la destra nazionale e locale ha realmente potenziato in questi mesi è la propria macchina della propaganda».

Il segretario dem accusa l’esecutivo di raccontare «un Paese dei balocchi che esiste solo nella loro retorica», mentre la realtà sarebbe fatta di accise sulla benzina mai eliminate, pensioni ferme, salari bassi, caro vita, liste d’attesa infinite nella sanità e l’imminente applicazione dei dazi USA voluti da Trump.

«La destra pontina – conclude Sarubbo – dovrebbe smettere di fare da scudo al Governo e aprire una vertenza seria con Roma. I cittadini dei nostri territori meritano risposte, non slogan».

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