Sanità, formazione e territorio: il Sottosegretario Gemmato in visita a Latina

Le parole del senatore Nicola Calandrini (FdI): “Investire nella sanità è un dovere, non più una spesa accessoria”

Si è svolta a Latina una giornata densa di appuntamenti dedicati al tema della sanità pubblica, della prossimità delle cure e del ruolo strategico dell’università nel sistema sanitario. A guidare la delegazione istituzionale, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, accompagnato dal Senatore Nicola Calandrini, Presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato.

Il primo appuntamento si è tenuto presso il Comando dei Carabinieri NAS di Latina, per proseguire con un incontro all’ICOT alla presenza del personale sanitario universitario, in occasione dei 24 anni della Sapienza a Latina. Presenti il Sindaco di Latina Dr.ssa Matilde Celentano, il Prof. Sebastiano Sciarretta in rappresentanza della Rettrice Antonella Polimeni, il Prof. Emmanuel Miraglia (presidente del gruppo Giomi), il Preside della Facoltà di Medicina Prof. Oliviero Riggio e la Direttrice Generale della ASL di Latina Dr.ssa Sabrina Cenciarelli.

La giornata si è conclusa con il convegno pubblico “Orizzonte Sanità – Prossimità e migliore accesso alle cure”, svoltosi presso il Circolo Cittadino “Sante Palumbo”, con la partecipazione dei vertici degli ordini professionali, tra cui il Dott. Roberto Pennacchio (Ordine dei Farmacisti di Latina) e il Dott. Gianmarco Rea in rappresentanza dell’Ordine dei Medici di Latina.

“Oggi siamo qui per parlare di sanità – ha dichiarato il Senatore Nicola Calandrini –di risultati raggiunti. Finalmente la sanità torna al centro della politica nazionale. Non è più considerata una semplice voce di spesa, ma un investimento, un diritto, una priorità. Nel 2024 il Fondo Sanitario Nazionale ha raggiunto i 134 miliardi di euro, cifra mai vista prima. E il Governo Meloni ha già programmato un ulteriore aumento: 136,5 miliardi nel 2025, 144 miliardi nel 2026. Non sono slogan, sono fatti.”

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’università e del suo impatto sulla città:

“L’università a Latina è stata il segno più forte e incisivo del cambiamento di questa città – ha detto Calandrini – Da realtà agricola prima e industriale poi, Latina è oggi una città universitaria a pieno titolo, con oltre 5.000 studenti che arrivano da tutta Italia per frequentare le nostre facoltà. Un risultato reso possibile dal rapporto con una delle migliori università del mondo: La Sapienza.”

Infine, il Senatore ha sottolineato il valore delle scelte strategiche dell’amministrazione comunale:

“La visione politica dell’amministrazione che Matilde Celentano rappresenta va proprio in questa direzione. L’acquisto della sede della Banca d’Italia, la riqualificazione del centro storico, il progetto per la nuova sede della Camera di Commercio: sono tutte azioni che mirano a rafforzare il ruolo del cuore della città come spazio di servizi per la comunità studentesca e non solo.”

A concludere l’incontro al Circolo il sottosegretario Gemmato: “Partirei dal concetto di interprofessionalità: oggi non esistono più professioni sanitarie che possano operare in contrasto tra loro. Abbiamo bisogno di una multiprofessionalità integrata, che sappia approcciare in modo unitario al diritto alla salute. La vera criticità del nostro sistema è l’assenza storica di una solida sanità territoriale. Durante il Covid abbiamo toccato con mano ciò che per anni è stato trascurato: una rete ospedaliera destrutturata da un lato, e dall’altro un territorio lasciato indietro. È giusto puntare su poli di eccellenza ospedaliera, anche con una visione nazionale della rete, ma serve contemporaneamente una nuova attenzione al territorio. Il Covid ha inferto una spallata alla nostra sanità, mostrando chiaramente le falle esistenti. Oggi stiamo cercando di rispondere con il DM 77, che prevede 1350 Case di Comunità e 400 Ospedali di Comunità. Queste strutture rappresentano l’ossatura della nuova sanità di prossimità, quella che deve fare da filtro tra i cittadini e gli ospedali.”

“Nei Pronto Soccorso i codici bianchi e verdi rappresentano il 60% degli accessi: ciò dimostra che il territorio non è stato in grado di intercettare e gestire in autonomia i bisogni più semplici – ha concluso il sottosegretario – Le Case di Comunità, con assistenza medica, infermieristica e diagnostica di base, sono fondamentali in questo senso. Un ruolo strategico e funzionale è quello delle farmacie. Per la prima volta nella storia della Repubblica abbiamo un medico alla guida del Ministero della Salute, e un farmacista come sottosegretario: anche questo è un segnale. Difendere la farmacia significa difendere il diritto alla salute del popolo italiano. In tante piccole comunità, la farmacia è l’ultimo avamposto di sanità pubblica.”

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