L’episodio di aggressione avvenuto nei giorni scorsi ad Aprilia, ai danni di una giovane donna, seguita e palpeggiata in strada, è l’ennesima dimostrazione di quanto la città non sia sicura.
Sul tema è intervenuta una giovane componente della segreteria del Pd, Naima Nasoni, che esprime solidarietà nei confronti della vittima dell’aggressione a sfondi sessuale; nel comunicato si do ampio risalto al pronto intervento dei Carabinieri, che ha evitato il peggio, perché “il presidio del territorio e il controllo sono elementi essenziali per garantire sicurezza, che va costruita ogni giorno attraverso la prevenzione culturale e sociale. La violenza di genere non nasce all’improvviso: affonda le sue radici in stereotipi e modelli sbagliati che vanno contrastati con determinazione”.
Va detto che in queste ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni, da parte dei comitati di quartiere e dei singoli cittadini, sullo stato in cui versano intere zone del centro, con le strade completamente al buio. Quanto accaduto pone nuovamente in risalto il tema della percezione della sicurezza ad Aprilia e di cosa, chi si candida ad amministrare una città, sarebbe necessario, realisticamente parlando, fare per rendere davvero le donne, ma anche i bambini, parti attive della società: ci sono zone dove si addensano edifici e persone, ma che sono prive di negozi, di illuminazione, isolate e quindi percorribili a piedi in condizioni di forte pericolo.
Purtroppo i contesti di rischio sono molti, coinvolgono le aree urbane, i mezzi di trasporto, le stazioni e i pericoli aumentano, soprattutto, nelle ore notturne; se per cultura si intende ragionare anche nel senso di avere un approccio di genere nell’urbanistica, in quanto i quartieri periferici sono al buio e mal collegati. Se per cultura si intende anche questo tipo di sensibilità, nel pensare ad una città non solo in termini di nuovi palazzi, ma di funzionalità a servizio di cittadine e cittadini allora ben venga. Anzi sarebbe ora.
Sul tema è intervenuta una giovane componente della segreteria del Pd, Naima Nasoni, che esprime solidarietà nei confronti della vittima dell’aggressione a sfondi sessuale; nel comunicato si do ampio risalto al pronto intervento dei Carabinieri, che ha evitato il peggio, perché “il presidio del territorio e il controllo sono elementi essenziali per garantire sicurezza, che va costruita ogni giorno attraverso la prevenzione culturale e sociale. La violenza di genere non nasce all’improvviso: affonda le sue radici in stereotipi e modelli sbagliati che vanno contrastati con determinazione”.
Va detto che in queste ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni, da parte dei comitati di quartiere e dei singoli cittadini, sullo stato in cui versano intere zone del centro, con le strade completamente al buio. Quanto accaduto pone nuovamente in risalto il tema della percezione della sicurezza ad Aprilia e di cosa, chi si candida ad amministrare una città, sarebbe necessario, realisticamente parlando, fare per rendere davvero le donne, ma anche i bambini, parti attive della società: ci sono zone dove si addensano edifici e persone, ma che sono prive di negozi, di illuminazione, isolate e quindi percorribili a piedi in condizioni di forte pericolo.
Purtroppo i contesti di rischio sono molti, coinvolgono le aree urbane, i mezzi di trasporto, le stazioni e i pericoli aumentano, soprattutto, nelle ore notturne; se per cultura si intende ragionare anche nel senso di avere un approccio di genere nell’urbanistica, in quanto i quartieri periferici sono al buio e mal collegati. Se per cultura si intende anche questo tipo di sensibilità, nel pensare ad una città non solo in termini di nuovi palazzi, ma di funzionalità a servizio di cittadine e cittadini allora ben venga. Anzi sarebbe ora.
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