Via Inghilterra, ad Aprilia c’è chi ha paura degli alberi

I Cinque Stelle chiedono l'abbattimento e la piantumazione di specie arboree più adatte: troppi pericoli per i residenti

Alberi piantumati in maniera sconsiderata, nessuna soluzione alternativa all’abbattimento ed oggi, anche oggi, a dar fastidio sono solo loro. A chiedere la rimozione delle piante sono i Cinque Stelle che, attraverso la penna dell’attivista, Pasquale Clemente, evidenziano tutte le preoccupazioni dei residenti del quartiere Toscanini sulla sicurezza e la viabilità.

Gli alberi furono messi a dimora a seguito della vittoria di Marco Conidi, il cui nome era abbinato alla città di Aprilia, ad una nota trasmissione canora; a metà degli anni Novanta, secondo l’esempio di rutelliana memoria seguì l’onda di “un albero, un bambino”, divenuta poi delibera nel 2015 per volontà del consiglio comunale di allora, ma sempre ignorata. Gli alberi furono anche oggetto di petizioni a difesa, per scongiurare l’abbattimento, da parte di associazioni ambientaliste e nonostante i mugugni nel quartiere, alcuni furono abbattuti altri no. Sicuramente chi fece piantare i platani all’epoca non fu molto lungimirante: pertanto se un albero va abbattuto, almeno, che venga sostituito da un altro, magari più adatto. Nel 2015 sul lato sinistro di Via Inghilterra, 67 platani furono rimossi e sostituiti con lecci a radici profonde, allargando i marciapiedi di 60-70 cm: oggi i Cinque Stelle chiedono l’abbattimento dei vecchi platani e sostituire le specie arboree con altre più adatte.

“Il risultato – scrivono i Cinque stelle – è avere marciapiedi impraticabili per carrozzine, passeggini, persone con difficoltà di deambulazione e disabili. La situazione risulta ancora più difficile con la caduta delle foglie durante l’autunno, infatti queste, bagnate dalle piogge, rendono le superfici scivolose e pericolose, configurando un vero attentato alla sicurezza dei cittadini. In aggiunta, non è da trascurare neanche l’aspetto della sicurezza stradale infatti, nel periodo della fioritura (primavera – estate), questi alberi coprono la segnaletica stradale, in particolare quella che avvisa della presenza degli attraversamenti pedonali che dovrebbero indurre gli automobilisti a moderare la velocità e consentire ai pedoni di attraversare in sicurezza”.

I platani raggiungono altezze fino a 30 metri, e secondo l’attivista del movimento privano di sole e luce gli appartamenti dei palazzi adiacenti, perché – fa notare – come noto, la piantumazione di platani lungo i marciapiedi presenta criticità strutturali a causa delle radici superficiali che sollevano pavimentazioni ed asfalto, rendendo i percorsi pedonali pericolosi, le grandi dimensioni della chioma che richiedono ampio spazio e l’elevata manutenzione per potature frequenti e rimozione di ingenti quantità di foglie secche.

“Per piantare platani in sicurezza lungo i marciapiedi, come previsto dal Regolamento Verde Pubblico del Comune di Aprilia (DCC n. 78 del 14.12.2010) – ricorda Pasquale Clemente – è necessario adottare accorgimenti tecnici moderni gestiti da professionisti del verde urbano come griglie e barriere anti-radici per guidare le radici verso il basso e lontano dalle infrastrutture, sistemi Silva Cell per strutture sotterranee che offrono spazio alle radici senza danneggiare l’asfalto e spazio adeguato, evitando marciapiedi troppo stretti”.


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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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