Via Appia Regina Viarum entra nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco

"Puntiamo sulla promozione e lo sviluppo dei territori attraversati dalla regina viarum", il commento dell'assessore Palazzo

«La Via Appia – Regina Viarum è entrata nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Voglio ancora ringraziare il Ministro Sangiuliano per averne promosso con determinazione la candidatura che oggi porta a un risultato frutto del lavoro di squadra con le regioni coinvolte: il nostro Lazio, la Campania, la Basilicata e la Puglia», lo dichiara l’assessore al Turismo, Ambiente, Transizione Energetica e Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo.

«Si tratta di riconoscimento importantissimo per la prima e più importante delle grandi strade costruite dagli antichi romani, simbolo di storia, arte e cultura. Si aprono scenari interessanti per la promozione e lo sviluppo dei territori attraversati dall’Appia, da Roma fino a Brindisi, luoghi caratterizzati da un flusso di persone, merci, idee e storia che è proseguito per secoli e che oggi possiamo valorizzare al meglio», aggiunge l’Assessore.

«Continuerà il nostro stretto dialogo tra istituzioni per fare in modo la Via Appia – Regina Viarum possa avere la massima attenzione e cura, esaltando lo stretto legame di questo antichissimo tracciato con i territori che attraversa», conclude l’assessore Palazzo.

«L’inclusione dell’Appia Regina Viarum nella lista dei siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco è una grande notizia per la Regione Lazio e per l’Italia, che consolida il suo primato in questo elenco delle meraviglie. Un importantissimo riconoscimento che darà ulteriore lustro, anche in vista del prossimo Giubileo, non solo alla città di Roma, ma a tutto il quadrante meridionale della nostra Regione, attraversato dalla Regina Viarum. Questo significa accendere una luce su comprensori storico artistici e naturalistici di grande pregio, come i Castelli Romani, le ‘Città di Fondazione’ dell’Agro pontino, i Parchi Archeologici, a partire proprio da quello dell’Appia Antica, come pure gli splendidi Giardini di Ninfa, e la grande storia dei Comuni di Terracina, Fondi, Itri, Formia e Minturno, in un susseguirsi di incroci tra mare e archeologia», lo dichiara l’assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, al Servizio civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre.

«Ugualmente significativo, l’effetto indotto sui territori limitrofi, o l’interesse che potrà innescare l’iscrizione Unesco sui prodotti enogastronomici di questi luoghi. Un riconoscimento, dunque, strategico, perché avvicina ancora di più Roma alle altre province, accrescendo l’interesse generale verso la nostra terra, il Lazio. Nella mia veste di Assessore alla Cultura della Regione Lazio ho seguito con attenzione le fasi conclusive di questo complesso iter. È stato fatto un grande lavoro di squadra, per il quale ringrazio tutti gli attori coinvolti. A questo proposito, un importante ringraziamento va al Ministero della Cultura, alla Regione Lazio e alle altre Regioni, oltre a tutti gli amministratori, tecnici e direttori di Parchi e Musei che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato», conclude Baldassarre.

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