Una bambina di appena otto anni è morta dopo aver contratto una rarissima infezione cerebrale mentre nuotava in un lago. La piccola, originaria di Ruston, nel nord della Louisiana, si è spenta in ospedale dopo una settimana di agonia, il giorno successivo al suo ottavo compleanno.
A comunicare la drammatica notizia sono stati i genitori, rimasti costantemente al suo fianco durante il ricovero. Attraverso una pagina aperta sui social, la famiglia aveva raccontato la difficile battaglia della bambina, ricevendo messaggi di affetto e vicinanza da migliaia di persone. Nonostante ogni tentativo dei medici, le lesioni cerebrali provocate dall’infezione si sono rivelate irreversibili.
Secondo quanto confermato dal Dipartimento della Salute della Louisiana, la bambina era stata infettata dalla Naegleria fowleri, organismo unicellulare conosciuto come “ameba mangia-cervello”. Avrebbe contratto l’infezione durante una nuotata nel lago Claiborne, dove stava trascorrendo alcuni giorni insieme alla famiglia. Si tratta del primo caso confermato nello Stato dal 2013.
L’ameba vive prevalentemente nelle acque dolci calde, come quelle di laghi, fiumi e stagni. L’infezione non si contrae bevendo l’acqua contaminata: il pericolo si presenta quando questa entra nel naso. Da lì il microrganismo può risalire fino al cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria, una patologia fulminante che distrugge il tessuto cerebrale.
I primi sintomi possono comprendere mal di testa, febbre, nausea e vomito. Le condizioni del paziente peggiorano poi rapidamente, con rigidità del collo, confusione, perdita dell’equilibrio, convulsioni e coma. La malattia è estremamente rara, ma quasi sempre letale: negli Stati Uniti sono stati diagnosticati 180 casi tra il 1937 e il 2025.
La tragedia ha profondamente colpito la comunità di Ruston. Numerose attività commerciali e associazioni locali si sono mobilitate per sostenere la famiglia, mentre anche il governatore della Louisiana ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio.