“TTL. L’India nelle nostre lenti”, domani l’inaugurazione

Nel nuovo spazio espositivo due artisti racconteranno una singolare esperienza di viaggio attraverso la tecnica fotografica

Giovedì 25 settembre alle ore 18.00, presso lo studio fotografico Fototanit di Aprilia in Corso Giovanni XXIII 31, verrà inaugurata la mostra “TTL. L’India nelle nostre lenti”, l’eccezionale reportage di viaggio dei fotografi Christian Sana e Memini. Nel nuovo spazio espositivo i due artisti racconteranno una singolare esperienza di viaggio attraverso la tecnica fotografica ma, soprattutto, da due prospettive umane diverse dalla sensibilità affine. La fusione degli opposti, lo yin e lo yang ,nello sguardo attento dei due artisti raccontano un mondo dove è necessario abbandonare ogni certezza e aprirsi al molteplice. È  nel marzo del 2024 che i fotografi Christian Sana e Memini hanno intrapreso un percorso che li ha condotti nel cuore pulsante dell’India, tra le radici più profonde delle sue tradizioni e le esplosioni cromatiche che la rendono unica al mondo.

Dalle tribù dell’Orissa, custodi di antichi saperi e gesti tramandati nei secoli, ai riti senza tempo sulle rive del Gange a Varanasi, città sacra in cui vita e morte si incontrano in un continuum spirituale, fino all’irrefrenabile energia dei colori dell’Holi Fest, la loro esperienza si è trasformata in un racconto visivo fatto di sguardi, simboli e atmosfere. Ogni scatto è una finestra aperta su un universo di emozioni e significati: il silenzio dei villaggi tribali, il fervore dei rituali, la gioia travolgente delle polveri colorate che invadono l’aria. Un viaggio che diventa testimonianza, un mosaico di immagini in cui spiritualità e umanità si intrecciano, restituendo allo spettatore l’intensità di un’India autentica e viva.  In ogni strada, in ogni volto, in ogni gesto, convivono tempi diversi: il passato che resiste, il presente che incalza, il futuro che già si intravede. Questo viaggio fotografico è un attraversamento di tre mondi apparentemente lontani ma uniti da un filo invisibile: la ricerca di senso attraverso il rito, la comunità e il colore. La mostra non cerca di spiegare l’India in modo semplicistico ma di restituire un frammento di quella vertigine, un bagliore di quella immensità anche oltre l’immagine perché ogni fotografia è una soglia: oltre l’immagine, resta sempre il mistero. Il vernissage sarà allietato da un aperitivo e musica dal vivo.

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