Torna LeggoLatina e si fa in quattro: appuntamento dall’11 al 14 dicembre

Da Gabriel Garko all’esordio al professor Angelo Favaro passando per Marino Magliani, Francesco Giubilei, Luca Sardella e Michela Tanfoglio

Ci eravamo lasciati a settembre con una promessa, alla chiusura di Leggolatina: un festival fatto di incontri con gli autori, talk show, approfondimenti e focus non una volta l’anno ma una volta ogni stagione. Anche per abbattere questa patina di indifferenza che pare si sia ispessita in città.

Ed eccoci così arrivare alla seconda edizione del festival letterario Leggolatina, che si terrà dall’11 al 14 dicembre a Latina, in un percorso diffuso, che va dall’anima del capoluogo, vale a dire il quartiere operaio del Nicolosi, a uno degli scrigni più ricchi di suggestioni come il Museo Cambellotti fino a uno degli hotel più rappresentativi, nel cuore della città.

“Non è solo una ricerca del tempo perduto. La letteratura è anche spinta a vivere con più ardore e convinzione il futuro. Non lo so se in questo momento storico la volontà di creare un festival letterario come Leggolatina abbia il significato di offrire al territorio l’opportunità di confrontarsi e conoscere grandi autori, diversi per estrazione, formazione, sensibilità e obiettivi, e quindi migliorarsi e arricchirsi, o invece di offrire una zattera d’appiglio per non naufragare in questa depressione che mi prende quando leggo la classifica de IlSole24ore sulla qualità della vita. Però, poi, sorrido e penso che, sì, la letteratura ci aiuta a sognare e a vivere meglio” dice Gian Luca Campagna, giornalista e scrittore, ideatore del festival.

“Far crescere una grande coscienza collettiva è il fine di questo festival, che è il mezzo per arrivare a farci tagliare il traguardo del Centenario come una comunità che ha finalmente maturato il senso dell’appartenenza. Riusciremo o falliremo in questo? Non lo so. Però ci proviamo, ci siamo posti un obiettivo, perché alla fine è inutile che mentiamo a noi stessi: malgrado tutta l’amarezza, la frustrazione, l’acredine, le delusioni, amiamo questa città. E allora dimostriamoglielo questo affetto, ognuno con la parte migliore del suo cuore”.

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