“Terracina, una città senza orgoglio”: l’intervista a D’Ambrosio di Noi Moderati

L’ex esponente dell’Udc, oggi nel nuovo soggetto centrista di centrodestra ha risposto affermando che manca anche la visione

Massimo D’Ambrosio è nato a Terracina nel 1971, ha due figli, è avvocato dal 2002 e nel 2023, per la prima volta, entra in politica con l’incarico di Segretario comunale dell’Udc, ora Noi Moderati.

  • Avvocato D’Ambrosio, cosa l’ha spinta a mettere piede nell’ambiente politico ed impegnarsi in un ruolo di rilievo come quello di segretario comunale di un partito?

“La colpa è del collega Alessandro Paletta, segretario provinciale di Noi Moderati, che mi ha semplicemente invitato ad occuparmi della mia città,Terracina. Un invito che mi ha messo in imbarazzo, perché ha risvegliato in me una consapevolezza antica: tutti dovremmo occuparci attivamente di ciò che abbiamo intorno, di ciò che viviamo. E poi quell’invito è arrivato nel momento in cui si era fatta strada una mia esigenza evolutiva, la voglia di cambiare qualcosa nella mia vita, magari per sentirmi anche un po’ utile. Ed eccomi qua, a cercare di interpretare la politica come strumento per agire sull’esistente, per tentare di migliorare quello che c’è. E quello che c’è oggi a Terracina, in generale, mi sta piacendo poco”.

  • E’ stato il segretario provinciale Paletta a decidere che lei era tagliato per Noi Moderati o ha scelto lei questo partito?

“Quando Paletta mi ha cercato, il partito di riferimento era ancora l’Udc, quindi un’area di centro, cristiana e moderata, equidistante dagli estremi, una collocazione che sento mia. Poi, quando c’è stato il passaggio a Noi Moderati, ho partecipato all’evoluzione da dentro e ho potuto riscontrare che c’è una vicinanza di tutti a questo partito, anche da parte delle altre formazioni politiche, delle quali ho apprezzato i segnali di attenzione e rispetto per l’area politica di centro che noi rappresentiamo”.

  • Ha detto che quello che vede accadere oggi a Terracina non le piace: di cosa avrebbe bisogno la sua città, per tornare a piacerle almeno un po’?

“Terracina ha bisogno di una visione. Mi sono sentito dire da un cliente che opera nel settore turistico che un rappresentante dell’amministrazione gli avrebbe detto che Terracina non sarà mai una città turistica, perché non ha una vocazione turistica. Voglio essere l’opposto di quell’amministratore, e non soltanto per l‘approccio verso il turismo, ma per tutti gli aspetti della vita cittadina. Terracina ha bisogno di ottimismo e di un sano entusiasmo, che sono cose concrete che possono cambiare e migliorare la vita delle persone e il tessuto socio economico di una città, anche la nostra”.

  • Come pensa di poter contribuire al ripristino di alcuni tratti essenziali del carattere smarrito dalla città di Terracina?

“Credo di poter fare abbastanza, a cominciare dall’organizzare una squadra fatta di persone attive, capaci e in grado di attuare altri soggetti capaci. Sono convinto che l’esempio sia sempre il principale veicolo di trasmissione di valori etici e culturali, perciò ritengo molto importante riuscire a diventare un gruppo che sia additato come esempio da imitare. E’ una scommessa forte, e per questo molto avvincente”.

  • L’attuale amministrazione comunale non gode del suo favore, da dove comincerebbe la cura per la riabilitazione?

“No, la stima c’è. Tuttavia questo non mi impedisce di vedere oggettive difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti i terracinesi, sia per la migliore fruibilità della città nel suo insieme, sia per l’organizzazione della macchina amministrativa. Non ultimo, debbo segnalare un certo malcontento tra i cittadini, che lamentano una totale mancanza di risposte concrete, prima fra tutte lo stato delle strade e il sistema del traffico urbano. La domanda che ci poniamo è se possiamo contare sulla presenza e sulla benevolenza dei turisti: perché dovrebbero tornare a Terracina anche l’estate prossima? Ecco, comincerei da qui, affrontando il tema del turismo e delle prospettive che abbiamo per tornare ad essere la Terracina di un tempo”.

  • L’arresto di un consigliere della maggioranza nell’ambito di un’inchiesta su un presunto scambio elettorale politico-mafioso è uno spartiacque che non sarà facile superare.

“E’ vero che bisogna sempre aspettare l’esito dei processi prima di trarre conclusioni che potrebbero rivelarsi affrettate, ma sappiamo anche che l’esito di un processo richiede molto tempo e fino ad  allora l’immagine della città resterà appesa ad un filo di compromissione: è per questo che ci saremmo aspettati da parte del sindaco e della maggioranza una qualche forma di rassicurazione sulla impermeabilità del Comune rispetto alle insidie che vengono ipotizzate nel procedimento giudiziario al quale ci stiamo riferendo. Invece abbiamo registrato soltanto un imbarazzato silenzio. I cittadini vogliono altro da chi li governa, e il superamento dello spartiacque di cui lei parla può partire soltanto da qui, dalla chiarezza e dalla consapevolezza su quanto è accaduto e sulle responsabilità, politiche e personali, di tali accadimenti. Dobbiamo avere tutti il coraggio di uscire allo scoperto, e per primi il sindaco e il suo entourage.”

  • Nel suo intervento al Congresso comunale di Noi Moderati mi pare che lei abbia augurato lunga vita a questa amministrazione, perché questo le darebbe il tempo di organizzarsi e proporre Noi Moderati come alternativa alle prossime elezioni. E’ sembrato un invito rivolto al sindaco Giannetti di continuare a sbagliare.

“Diciamo che la sua chiave di lettura è corretta, anche se dietro alla punta di sarcasmo di alcuni passaggi del mio intervento al Congresso c’era l’intenzione di spronare il sindaco Giannetti a fare meglio e di più. Quello che faranno ora il sindaco e i suoi lo vedremo dalle loro azioni e dalle loro iniziative, ed è con quelle che dovranno rispondere ai cittadini chiamati al voto.”

  • E secondo lei cosa vogliono i cittadini di Terracina?

“Sicuramente desiderano un rinnovato decoro urbano. Sicuramente un maggior controllo per il rispetto delle regole del vivere civile, un tasto dolente per gran parte dei cittadini che quotidianamente sperimentano la mancanza di questa forma di rispetto. Non ultimo, i cittadini hanno bisogno di un rinnovato orgoglio e di avvertire il senso di appartenenza che oggi è smarrito.”

  • Se al posto di Giannetti ci fosse un sindaco di Noi Moderati, cosa gli consiglierebbe di fare?

Gli consiglierei semplicemente di pensare bene, con serena autocritica, cosa sente di non aver fatto e cosa sarebbe giusto e opportuno fare nell’immediato per dare alla cittadinanza, nell’approssimarsi della stagione turistico-balneare, il giusto entusiasmo e la giusta prospettiva, entrambi elementi che possono costituire il volano per lo sviluppo della città.”

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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