Terracina rivede il treno: via libera a 60 milioni per la linea con Priverno

Dopo oltre dieci anni di stop, si riaccende il progetto ferroviario: esulta la politica , attende il territorio

Una linea interrotta da oltre un decennio che torna improvvisamente al centro dell’agenda politica e infrastrutturale del territorio pontino. Il ripristino della tratta ferroviaria tra Terracina e Priverno entra infatti nella fase operativa grazie a uno stanziamento da 60 milioni di euro previsto dal decreto commissari, approvato in commissione al Senato. Un passaggio atteso da anni, destinato a cambiare il volto della mobilità locale.

Il progetto segna una svolta per una città rimasta senza stazione ferroviaria dal 2012, quando una frana tra Frasso e La Fiora costrinse alla sospensione del servizio. Da allora, per pendolari e turisti, spostarsi su rotaia è diventato più complicato: o raggiungendo la stazione di Priverno-Fossanova o quella di Monte San Biagio che, nel frattempo ha aggiunto la dicitura di “Terracina Mare”. Ora, invece, si torna a parlare concretamente di riapertura, con interventi che includono il ripristino della linea, l’adeguamento tecnologico e la messa in sicurezza dei passaggi a livello.

Soddisfazione tra gli esponenti politici locali. La consigliera regionale Emanuela Zappone di Fratelli d’Italia che parla di «un traguardo costruito nel tempo», sottolineando come il progetto affondi le radici nelle precedenti amministrazioni cittadine. «È una battaglia portata avanti con determinazione per i cittadini e per il futuro della città», evidenzia, ringraziando istituzioni e rappresentanti coinvolti nel percorso.

Sulla stessa linea anche l’onorevole Giovanna Miele della Lega, che definisce l’intervento «un passaggio strategico per uscire dall’isolamento infrastrutturale». «Dopo anni di attese – afferma – si dà finalmente una risposta concreta a cittadini e imprese, con un’opera capace di incidere su sviluppo economico, turismo e qualità della vita».

A ribadire il valore operativo del progetto è anche l’assessore ai trasporti di Terracina, Nicoletta Rossi, che sottolinea l’impatto diretto sui pendolari: «Non saranno più costretti a spostarsi altrove per prendere il treno». E aggiunge: «È un impegno mantenuto».

Il ripristino della linea ferroviaria si inserisce in un quadro più ampio di rilancio infrastrutturale del territorio pontino, che comprende anche altri interventi strategici. Ma, soprattutto, restituisce a Terracina un collegamento atteso da anni, destinato a incidere non solo sulla mobilità, ma sull’intero sistema economico e sociale della zona. Questo, ovviamente, quando il tutto verrà realizzato, ovvero quando i soldi verranno spesi per riorganizzare il servizio. Certo è, che con questo stanziamento, un passo avanti è stato fatto. E che passo, verrebbe da dire.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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