Tentato sequestro del bambino a Latina, confermato il carcere

Il giudice ha convalidato l’arresto. Il racconto della madre: “Ho ancora l’immagine di lui che afferra il bambino, io ho strillato”

Carcere confermato per il cittadino iracheno di 34 anni arrestato domenica sera dai poliziotti della Squadra Volante per avere tentato di sequestrare un bimbo di cinque mesi nel parcheggio di un supermercato in zona Piccarello, alle porte di Latina. Al termine dell’interrogatorio, nel corso del quale l’indagato ha risposto alle domande e si è difeso dalle accuse, il giudice per le indagini preliminari Paolo Romano ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare adottata inizialmente dal pubblico ministero.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo era stato notato da altre persone mentre si aggirava in maniera sospetta tra le auto davanti al market ed era stato invitato ad allontanarsi, poi aveva aperto lo sportello di una vettura in sosta e aveva afferrato il seggiolino, cercando di tirarlo via, nonostante nell’abitacolo ci fosse anche la madre del bimbo, che ha trattenuto il figlio e ha urlato. Era intervenuto subito il padre del neonato, che aveva rincorso bloccato lo straniero insieme ad altri clienti del supermercato.

L’arrestato, assistito dall’avvocato Francesco Cosa, si è difeso dall’accusa dichiarando di essere stato ubriaco domenica e di non avere voluto portare via il bambino. Ha raccontato la propria storia, dalla fuga dall’Iraq fino all’Italia, attraverso Germania e Svizzera, e di avere scelto come meta Latina in cerca di un lavoro. Attualmente però il 34enne non ha una fissa dimora, ha dichiarato di essere ospite del dormitorio, sebbene sia sprovvisto del permesso di soggiorno. Il difensore aveva invocato la scarcerazione, sostenendo che l’indagato non era nelle condizioni di portare a compimento il reato che gli viene contestato, quindi ha chiesto l’acquisizione dei filmati di video sorveglianza del market, che non avrebbero ripreso la scena, ma potrebbero documentare lo stato di alterazione dell’indagato.

Scioccante il racconto dei genitori, intervistati nella giornata di ieri dalle reti televisive Rai e Mediaset. «Ho ancora davanti l’immagine che afferra l’ovetto, cioè che afferra il bambino, quell’immagine non me la tolgo, non riesco a dormire la notte – ha dichiarato la madre ricostruendo quei momenti – Tra un mese faremo il battesimo del bambino ed eravamo usciti per prendere un vestitino per la cerimonia. Si è trasformata in una giornata di terrore. Io stavo dietro al sedile con lui, il bambino era nell’ovetto. Lo sportello della parte dov’era seduto il bambino si apre di scatto, mi giro e vedo questo tizio che afferra l’ovetto e lo tira verso di lui, allora l’ho tirato verso di me e ho iniziato a strillare fortissimo». 

Il padre poi ha spiegato: «L’ho rincorso subito e ho capito che era stato lui, perché dalla prima cosa che mi ha detto è stata “io no bambino, io no bambino”. Lo abbiamo accerchiato e abbiamo chiamato subito le forze dell’ordine che sono arrivate in tre minuti, forse meno. È stata una scena bruttissima che non auguro a nessun genitore. Abbiamo sporto denuncia, spero sia fatta giustizia».

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