“Da settimane chiediamo chiarezza sulla vicenda Francioni-Bondioli. Abbiamo letto gli atti, seguito le procedure e posto domande precise. Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione comunale un confronto pubblico, aperto a tifosi, cittadini, sportivi, stampa e a chiunque abbia a cuore il futuro del calcio e dello sport a Latina. La risposta? La disponibilità a ricevere una delegazione di 5/6 persone a porte chiuse. NO, GRAZIE. Non abbiamo questioni private da trattare nelle stanze del Comune e non abbiamo nulla da dire all’Amministrazione che non possa essere detto davanti ai cittadini. Il Francioni e il Bondioli sono beni pubblici. Le scelte sulla loro gestione riguardano il Latina Calcio, certamente, ma riguardano soprattutto la città”. No a un incontro privato, sì a un incontro pubblico: lo chiedono all’amministrazione comunale i tifosi del Latina calcio, che martedì 25 agosto scenderanno in piazza per protestare contro la situazione che si è creata in merito allo stadio Francioni, impianto concesso fino al 30 giugno 2027 all’Atletico Pontinia. “E sia chiaro ed inequivocabile un concetto: Noi non siamo qui per difendere a prescindere una società o una proprietà. Le proprietà passano. Le amministrazioni passano. La maglia, la Curva e Latina restano. Se il Latina Calcio vuole gestire un bene pubblico deve rispettare le regole, assumersi responsabilità, garantire la corretta gestione degli impianti e pagare il giusto. Non chiediamo uno stadio regalato. Non chiediamo favoritismi. Chiediamo semplicemente che la principale società professionistica della città venga messa nelle condizioni di poter gestire il proprio stadio attraverso regole serie, trasparenti, equilibrate e soprattutto sostenibili. Perché pagare il giusto non significa pagare il massimo possibile. E valorizzare uno stadio comunale non significa trasformarlo in una fonte di incasso.
Il Francioni è un patrimonio pubblico con una funzione sportiva, sociale e identitaria. Un’Amministrazione che crede realmente nello sport deve tutelare il proprio patrimonio, ma deve anche creare le condizioni affinché società sane, affidabili e realmente interessate allo sviluppo sportivo possano investire, programmare e far vivere quegli impianti. Ed è proprio su questo che continuiamo a non avere risposte. Perché parlare del valore sociale dello sport quando arrivano una vittoria, una coppa o una premiazione è facile. Fare politica sportiva significa esserci prima. Significa creare condizioni. Significa sostenere lo sport anche attraverso una gestione intelligente e sostenibile degli impianti pubblici. Significa assumersi delle responsabilità. Per questo il 25 agosto saremo in Piazza del Popolo. E chiamiamo a raccolta tutti i tifosi del Latina, il tifo organizzato, gli sportivi, gli appassionati e soprattutto i cittadini. Invitiamo la stampa e i giornalisti: venite ad ascoltare le domande e, soprattutto, le eventuali risposte. Invitiamo tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione: partecipate e confrontatevi pubblicamente sul futuro dello sport cittadino. E rinnoviamo pubblicamente l’invito al Sindaco, alla Giunta e all’Assessore allo Sport”.
L’attacco dell’opposizione – “Primum non nocere: prima di tutto, non fare danni. È un principio che l’amministrazione comunale e, in particolare, l’assessore allo Sport Andrea Chiarato sembrano aver dimenticato. La vicenda dello stadio Francioni è soltanto l’ultimo capitolo di una gestione degli impianti sportivi che, tra bandi, ritardi, contenziosi e assenza di una strategia complessiva, sta producendo un risultato paradossale: Latina rischia di non essere più in grado di garantire continuità e futuro al proprio patrimonio sportivo”.
Così Latina Bene Comune, con la segretaria Elettra Ortu La Barbera, il vice segretario Alessio Ciotti e i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, commenta quanto sta avvenendo in città, a partire dalla vicenda che riguarda il Latina Calcio e lo stadio Francioni. “La concessione dei due impianti simbolici della città, il Francioni e il Bondioli, ennesima pagina opaca di questa gestione fallimentare, viene trattata dall’amministrazione come un mero strumento per fare cassa – sottolinea Lbc – riducendo il tutto a freddi calcoli economico-finanziari fuori scala e ignorando del tutto la funzione sociale, la storia e il valore identitario che queste strutture rivestono per l’intera comunità pontina. È sconcertante constatare come si pretenda di affidare la gestione ventennale (o le concessioni “ponte” da centinaia di migliaia di euro) di due impianti chiave a realtà calcistiche prive di una prima squadra in alcuna categoria e impegnate unicamente nel settore giovanile. Dietro i proclami di facciata e i goffi tentativi di giustificazione dell’assessore Chiarato, che nei suoi confronti cita cifre inesatte e parametri non comparabili con altre città, come Foggia e Palermo i cui impianti sono diversi per importanza e dimensione, si nasconde una totale mancanza di capacità di mediazione, di visione politica, di ascolto attorno al tavolo istituzionale e di lettura della realtà cittadina. Ora non basta dire che il Latina giocherà al Francioni. Occorre chiarire a quale prezzo e se quel prezzo sia sostenibile, spiegare chi gestirà materialmente l’impianto, chi garantirà gli adempimenti necessari, chi sosterrà i costi e soprattutto come si intende conciliare la nuova assegnazione con l’utilizzo dello stadio da parte della principale realtà calcistica della città. E mentre l’assessore continua a difendere la correttezza delle proprie scelte richiamando canoni e confronti con altri stadi italiani, resta senza risposta una domanda politica fondamentale: qual è la strategia dell’amministrazione per lo sport di Latina? Il Francioni non è un caso isolato”.