Il 18 marzo 2026, presso Unindustria, si sono incontrate le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle RSU aziendali e ai veSi è tenuto il 18 marzo, presso Unindustria, l’incontro tra le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, le RSU aziendali e la dirigenza di Sicamb S.p.A., alla presenza del nuovo amministratore delegato Antonio Testi.
Al centro del confronto, la situazione produttiva dello stabilimento, segnata da una contrazione generale delle commesse nel 2026, e la conseguente richiesta da parte dell’azienda di attivare una Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per 13 settimane.
L’azienda ha chiarito che il ricorso all’ammortizzatore sociale sarà contenuto, con l’obiettivo di limitare l’impatto sui lavoratori: una riduzione dell’attività distribuita su pochi giorni al mese e modulata in base all’organizzazione interna.
Distacchi e riorganizzazione interna
Accanto alla cassa integrazione, è stata illustrata anche una riorganizzazione temporanea delle attività. Una parte dei lavoratori sarà infatti impiegata in distacco presso lo stabilimento Leonardo di Pomigliano, dove per circa un anno sarà coinvolta nelle lavorazioni sulle semi-ali del velivolo C-27J.
Un altro gruppo, appartenente al reparto ingegneria, seguirà invece il progetto a distanza, dopo una fase iniziale in presenza.
Parallelamente, l’azienda ha previsto un utilizzo programmato delle ferie residue e dirigenziali, con una serie di chiusure collettive distribuite fino alla fine dell’anno.
Le richieste dei sindacati
Nel corso della discussione, le organizzazioni sindacali hanno posto con forza il tema delle tutele per lavoratrici e lavoratori.
Sul tavolo sono state chieste garanzie sull’anticipo salariale durante la cassa integrazione, sull’equa rotazione tra i dipendenti coinvolti e sulla piena maturazione degli istituti contrattuali, come tredicesima e ratei.
Ma il punto centrale, sottolineano Fim, Fiom e Uilm, resta la prospettiva: il ricorso agli ammortizzatori sociali deve essere accompagnato da una visione industriale chiara, in grado di assicurare continuità produttiva e nuove commesse.
Atteso il piano industriale
Dopo una sospensiva, l’azienda è tornata al tavolo accogliendo le richieste sindacali sulle garanzie legate alla Cigo.
Sul fronte strategico, è arrivato anche un primo impegno: la presentazione, entro la fine di aprile e previa approvazione del consiglio di amministrazione, di un piano industriale 2026-2029.
“Vigileremo sul rilancio del sito”
Le sigle sindacali e le RSU mantengono ora alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione.
L’obiettivo dichiarato è verificare che agli impegni annunciati seguano azioni concrete per il rilancio dello stabilimento Sicamb, in una fase che si conferma delicata ma ancora aperta a sviluppi.
Sindacati: “Attenti e vigili sul rilancio del sito”
Fim, Fiom e Uilm, insieme alle RSU, dichiarano di rimanere attenti e vigili sull’evoluzione della situazione.
L’obiettivo è verificare che gli impegni presi si traducano in azioni concrete per il rilancio del sito produttivo Sicamb e la salvaguardia dei livelli occupazionali.