Sermoneta, stretta sulle rinnovabili: nuove regole per impianti, compensazioni e controlli

Il Comune approva il regolamento: tutele per paesaggio e agricoltura, multe fino a 150mila euro

A Sermoneta arrivano regole più stringenti per l’installazione degli impianti da fonti energetiche rinnovabili.

Il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento promosso dall’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppina Giovannoli.

Equilibrio tra sviluppo e tutela

L’obiettivo è garantire un equilibrio tra produzione energetica, tutela del paesaggio e interessi della comunità.

Il provvedimento disciplina la diffusione delle rinnovabili – dal solare all’eolico, fino a biomasse e biogas – in un territorio a forte vocazione agricola e storico-naturalistica.

Stop a impatti incontrollati

“Il regolamento – spiega l’assessore all’urbanistica Paola Macera – rappresenta un tentativo di governare un fenomeno in forte espansione evitando derive speculative e impatti incontrollati”.

L’intento è rendere la transizione energetica compatibile con il territorio, fissando condizioni chiare per gli operatori.

Progetti più rigorosi

Il testo introduce obblighi precisi fin dalla fase progettuale.

Saranno necessari studi paesaggistici, analisi dell’impatto visivo e ambientale e valutazioni cumulative rispetto ad altri impianti presenti.

Particolare attenzione sarà dedicata all’inserimento nel contesto rurale, con misure per tutelare colture tipiche come uliveti e vigneti.

Garanzie e ripristino ambientale

Uno degli elementi centrali riguarda le garanzie economiche.

I promotori dovranno presentare fideiussioni a copertura dei costi di smantellamento e ripristino ambientale, valide anche dopo la dismissione degli impianti.

Compensazioni per il territorio

Previsto anche un sistema di compensazioni ambientali.

Una quota tra il 2% e il 3% dei proventi dovrà essere destinata a opere pubbliche e interventi locali, come strade rurali, piste ciclabili, efficientamento energetico e verde urbano.

Sanzioni e aree idonee

Il regolamento introduce sanzioni severe per chi viola le norme, con multe fino a 150mila euro e obbligo di ripristino.

Infine, per l’individuazione delle aree idonee, il Comune si adegua alle disposizioni nazionali, in attesa di una mappatura regionale più dettagliata.

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