Sentenza “Scarface”, i risarcimenti riconosciuti alle quattro parti civili

I 19 imputati, esponenti del clan Di Silvio, in rito abbreviato sono stati condannati a complessivi 161 anni di carcere

Emergono ulteriori dettagli dopo la sentenza di mercoledì scorso del processo che fa riferimento all’indagine denominata “Scarface”, nella quale sono stati condannati a complessivi 161 anni di carcere 19 esponenti del clan Di Silvio.

Il Giudice per le Udienze Preliminari ha riconosciuto al Comune di Latina, rappresentato dall’avvocato Anna Caterina Egeo, una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro, all’associazione Caponnetto rappresentata dall’avvocato Licia D’Amico, una provvisionale di 20mila euro, all’Assovittime criminalità 25mila euro e a Emilio Pietrobono, che aveva collaborato con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia a ricostruire ruoli e modalità di azione del gruppo criminale e che aveva chiesto ed ottenuto di essere riconosciuto come parte civile essendo stato vittima di un sequestro e di una estorsione da parte di tre degli imputati, 10mila euro.

Gli imputati, lo ricordiamo, sono stati riconosciuti colpevoli a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, spaccio di droga, furto, detenzione e porto abusivo di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso e da finalità di agevolazione mafiosa.

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Simone Di Giulio
Simone Di Giulio
Simone Di Giulio inizia a scrivere nel 2003 e nel 2006 entra nell’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti. Vanta diverse esperienze come redattore e corrispondente in alcuni quotidiani della provincia di Latina, come “Il Territorio” e “Il Tempo”. È stato direttore della rivista “Utopia Magazine”, del quotidiano online “Mondoreale” e caporedattore de “I Lepini”. Ha collaborato con alcune riviste e con enti pubblici ed ha partecipato come docente a corsi sulla comunicazione.

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