Scommesse irregolari e riciclaggio: operazione congiunta della Polizia e Monopoli di Stato in dieci province

Le province coinvolte sono Roma, Milano, Napoli, Palermo, Caserta, Latina, Varese, Venezia, Verona e Brindisi

Nella giornata del 16 ottobre, è stata condotta una mirata attività di “alto impatto investigativo”, anche a tutela dei consumatori, in materia di giochi e scommesse illegali nelle province di Roma, Milano, Napoli, Palermo, Caserta, Latina, Varese, Venezia, Verona e Brindisi. L’operazione, coordinata dal Nucleo Centrale della Polizia dei Giochi e delle Scommesse dello SCO (Servizio Centrale Operativo), in stretta sinergia e collaborazione con l’Ufficio Controlli della Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rientra in una più ampia strategia di contrasto che vede l’impiego dell’expertise investigativa della Polizia di Stato misurarsi sul fronte nazionale ed estero del gioco illegale e delle scommesse, secondo nuovi e sempre più efficaci modelli organizzativi. Le attività, che hanno avuto come specifico focus la gestione delle scommesse sportive presso i punti della rete fisica diffusi sul territorio, hanno interessato le provincie di Roma, Milano, Napoli, Palermo, Latina, Caserta, Brindisi, Venezia, Verona e Varese, e sono state condotte dagli specialisti della “polizia dei giochi e delle scommesse” operanti presso le dalle Squadre Mobili e le SISCO competenti per territorio, nonché dalle strutture territoriali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e dalle articolazioni della Polizia Amministrativa e Sociale delle Questure. Le attività hanno consentito di conseguire i seguenti risultati operativi: – 35 sale scommesse e oltre 300 soggetti controllati, di cui 108 con pregiudizi di polizia; – 2 soggetti denunciati in stato di libertà per reati connessi al esercizio irregolare dell’attività di raccolta delle scommesse; – sono state accertate oltre 30 violazioni amministrative; tali diffuse irregolarità determineranno l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per somme complessive superiori a 500.000 euro.

In particolare, il controllo ha consentito di accertare anche violazioni della normativa antiriciclaggio, attraverso l’utilizzo delle cosiddette giocate “frazionate”, al fine di eludere la verifica dell’identità dei giocatori, obbligatoria per la riscossione delle vincite oltre determinate soglie. Tale pratica, ove capillarmente diffusa in aree ad alta incidenza del crimine organizzato, può consentire a quelle consorterie, anche di tipo mafioso, di “ripulire” il denaro proveniente da attività illecite reinvestendole nei sistemi di gioco su rete per conseguire ingenti vincite. Per tale tipologia di illecito, gli organi di controllo potranno procedere a mirate contestazioni ed irrogazione delle menzionate sanzioni. Il dispositivo, che ha capitalizzato l’ormai collaudata sinergia tra Polizia di Stato e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al fine di ottimizzare la capacità di contrasto alle forme più evolute di illegalità nel settore del gioco, ha visto in campo oltre 160 unità, con l’impiego diretto degli “specialisti” provenienti da Squadre Mobili e SISCO di tutto il territorio nazionale, formati negli appositi corsi di qualificazione nel settore dei giochi e delle scommesse organizzati dalla Direzione Centrale Anticrimine, nonché esperti dell’Agenzia con spiccate capacità di analisi dei flussi di gioco e contrasto alle irregolarità degli apparecchi da gioco. L’operazione ha, peraltro, consentito di attualizzare la costante opera di controllo dei luoghi pubblici e degli esercizi di gioco, focalizzando l’attenzione sulle possibili interessenze economiche e sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco, talvolta attuata mediante sofisticate tecniche di riciclaggio e reimpiego dei beni di provenienza illecita.

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