L’olio extravergine d’oliva come prodotto agricolo, ma anche come racconto di un territorio.
È questa l’idea alla base di SATOR, il festival inaugurato all’Abbazia di Valvisciolo e promosso dal Comune di Sermoneta in collaborazione con il CAPOL, con il sostegno di ARSIAL.
Il marchio per l’olio di Sermoneta
La manifestazione nasce attorno al marchio collettivo SATOR, l’etichetta che l’amministrazione comunale sta sviluppando per identificare e promuovere l’olio extravergine prodotto nel territorio.
L’obiettivo è offrire ai produttori uno strumento comune, capace di legare qualità, storia e identità locale.
Il legame con Valvisciolo
La scelta dell’Abbazia non è casuale.
Nel chiostro di Valvisciolo è custodita la celebre iscrizione del SATOR, il quadrato palindromo che negli anni è diventato uno dei simboli più riconoscibili del complesso monastico.
Durante l’inaugurazione, la storica dell’arte Sonia Testa ne ha raccontato il significato storico e simbolico.
Paesaggio e olivicoltura
Il presidente del CAPOL Luigi Centauri ha richiamato il ruolo degli uliveti nella tutela del paesaggio dei Monti Lepini.
Al centro del confronto anche il tema dell’abbandono delle coltivazioni, da contrastare per salvaguardare un patrimonio agricolo, ambientale ed economico.
Degustazioni e prodotti locali
Dopo il taglio del nastro, spazio alla degustazione dell’olio EVO SATOR prodotto dall’Abbazia di Valvisciolo.
L’olio è stato abbinato al pane del Forno Milani, alla mozzarella del Caseificio Perseo, ai vini dell’Azienda Agricola Valle dell’Usignolo e alle preparazioni della Pasticceria Maciste, che ha utilizzato l’extravergine anche in un panettone al cioccolato fondente e in un torrone.
Girardi: “Un’identità riconoscibile”
«Attraverso il nuovo marchio collettivo, Sermoneta punta a costruire un’identità riconoscibile per il proprio olio extravergine, legando la valorizzazione economica del prodotto alla storia e al patrimonio culturale del territorio», ha spiegato l’assessore Melissa Girardi.