Sanità territoriale, il Lazio accelera sul modello del futuro: “Ospedale e territorio devono parlare la stessa lingua”

Dall'emergenza estiva alle Case di Comunità, passando per nuovi reparti e investimenti: il modello in regione è quello DM 77

La sanità del Lazio punta sempre più sull’integrazione tra ospedali e servizi territoriali. È questa la direzione indicata dalla riforma delineata dal Decreto Ministeriale 77, che mira a costruire un sistema capace di garantire continuità assistenziale e una presa in carico del paziente anche oltre il ricovero ospedaliero.

Tra le realtà che stanno sperimentando questo modello figurano gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, dove il direttore sanitario Ciriaco Consolante evidenzia come la collaborazione tra Pronto soccorso, reparti, Case e Ospedali di Comunità stia già producendo i primi risultati, soprattutto in un periodo particolarmente delicato come quello estivo.

«Le ondate di calore e l’aumento della popolazione sul litorale fanno crescere gli accessi al Pronto soccorso, spesso oltre quota cento al giorno. Per questo lavoriamo quotidianamente con il territorio per gestire ricoveri e dimissioni in maniera coordinata», spiega Consolante.

Il rafforzamento della rete passa anche attraverso nuovi servizi. È già operativa la nuova Terapia Intensiva, destinata a raddoppiare i posti letto, mentre è stato avviato il rilancio della Ginecologia con reparti rinnovati, nuove professionalità e un ampliamento dell’offerta ambulatoriale.

Secondo il direttore sanitario, però, il vero salto di qualità riguarda il rapporto tra ospedale e medicina territoriale. «Ad Anzio stiamo applicando concretamente il modello previsto dal DM 77. L’Ospedale di Comunità di Villa Albani è già pienamente operativo e rappresenta un tassello fondamentale di una rete nella quale medici di famiglia, specialisti e professionisti sanitari lavorano in modo integrato».

L’obiettivo è estendere progressivamente gli ambulatori specialistici anche alle Case della Comunità, rafforzando un sistema che consenta ai cittadini di trovare risposte sempre più vicine al proprio territorio.

Il percorso sarà accompagnato anche da nuovi investimenti strutturali. Nei prossimi mesi prenderanno il via ulteriori interventi di ammodernamento, tra cui il rinnovamento del blocco operatorio, una nuova sala dedicata all’elettrofisiologia e la riqualificazione di altri reparti. Un piano che, nelle intenzioni della Regione, punta a trasformare la sanità territoriale in uno dei pilastri del sistema sanitario pubblico dei prossimi anni.

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