Si chiude dopo oltre venticinque anni la vicenda del capannone abusivo di Borgo Vodice, definitivamente acquisito al patrimonio del Comune di Sabaudia.
Dopo lo sgombero, l’Ente ha avviato anche la procedura per ottenere dalla proprietà il pagamento delle indennità maturate dal 2009 al 2025, per circa 733mila euro.
L’abuso scoperto nel 1999
La storia inizia nel 1999, quando il Servizio antiabusivismo e la Polizia Locale accertarono la presenza di un capannone utilizzato per attività commerciale senza autorizzazione.
Fu disposta la demolizione, ma la struttura non venne mai abbattuta.
Inottemperanza e uso prolungato
Nel 2001 venne formalizzata l’inottemperanza all’ordine di demolizione.
Nonostante ciò, il capannone continuò a essere utilizzato per anni, senza che si arrivasse a una soluzione definitiva.
L’acquisizione mai completata
Nel 2009 il Comune dispose l’acquisizione al patrimonio pubblico.
La procedura però si fermò a causa del trasferimento del funzionario responsabile, aprendo una lunga fase di contenzioso.
Il ricorso respinto dal Tar
La proprietà tentò di ottenere la sanatoria, richiamando la normativa sull’emersione del lavoro sommerso.
Nel 2016, però, il Tar di Latina respinse il ricorso, confermando la legittimità dell’acquisizione e del diniego di sanatoria.
Il passaggio decisivo nel 2025
Nonostante le sentenze, l’immobile è rimasto nella disponibilità dei proprietari fino al luglio 2025.
Le verifiche dell’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca hanno evidenziato che il bene non era mai stato trascritto al patrimonio comunale.
Da qui l’intervento dell’Ufficio Patrimonio, con la trascrizione e l’intimazione al rilascio.
La conclusione
Si chiude così una vicenda segnata da ritardi, ricorsi e passaggi amministrativi incompleti.
Dopo un quarto di secolo, il capannone entra definitivamente nel patrimonio pubblico, mentre il Comune chiede alla proprietà il pagamento delle somme dovute.