Rifiuti, Lbc replica all’Udc: “Basta continuare a mistificare la realtà”

Il movimento: "Normale che un piano industriale di un’azienda debba essere rivisto soprattutto quando i costi economici cambiano"

“L’Udc replica in maniera sterile sui risultati della due diligence su Abc. Non dice quali fonti stia utilizzando a sostegno di false notizie relative a numeri e costi di un teorico piano per il completamento del Pap in centro. Presenta cifre basate su documenti che non esistono e che la passata amministrazione Coletta e l’ex assessore all’Ambiente Dario Bellini non hanno mai esaminato e approvato. Sui rifiuti siamo di nuovo sul piano della mistificazione della realtà, che è invece ben altra e per fortuna è sotto gli occhi di tutti”. Così Lbc risponde al partito di maggioranza che nei giorni scorsi, a proposito dei risultati della due diligence condotta sull’azienda speciale, ha di nuovo attaccato Lbc e gettato dubbi sull’azienda speciale.  

“È trascorso oltre un anno e mezzo dal loro insediamento – commenta l’ex sindaco Damiano Coletta – ma sulla base delle dichiarazioni fuori luogo e che evidenziano la non conoscenza della materia da parte dell’Udc nulla è cambiato e c’è poco da sperare. Si continuano a utilizzare fonti ormai superate e non credibili per sostenere che, se si fosse proceduto con la raccolta porta a porta in centro, Abc sarebbe fallita. Un altro inganno per i cittadini. Lo avevamo già detto e lo ribadiamo ancora: è assolutamente normale, che un piano industriale di un’azienda debba essere rivisto soprattutto quando i contesti economici cambiano. Criticare la sostenibilità di un progetto senza considerare alcuna possibilità di modifica, riforma o sviluppo è una visione limitata e strumentale ad una sterile polemica politica ma nulla di più. La revisione di un piano industriale non è lesa maestà ma un atto dovuto, tanto che fummo noi stessi a dare indirizzo perché venisse rivisto quello dell’azienda speciale già nell’aprile 2022. L’azienda consegnò al Comune la prima bozza di revisione del piano industriale nell’ottobre 2022, quando l’amministrazione Coletta non c’era più, e c’era il commissario. Ma è abbastanza ovvio che quella prima proposta, così come sta avvenendo oggi, doveva essere rivista e corretta con l’ausilio degli uffici comunali, quindi prenderla come oro colato come fanno gli uddiccini ci sembra l’ennesimo giochino strumentale utile alla polemica politica ma inutile si fini della corretta ricostruzione dei fatti. Del resto, anche l’attuale lavoro di revisione che stanno svolgendo ‘quelli bravi’ ha prodotto addirittura la sesta bozza di revisione del loro piano industriale. Invece di mistificare la realtà, è il momento di assumersi la responsabilità di aver bloccato la chiusura di un piano industriale mantenendo alta la quota di indifferenziato da conferire a Rida, che ci costa 6 milioni all’anno”.

“Nella ricostruzione fatta dal direttivo dell’Udc si dimentica (consapevolmente) di mettere in conto gli ulteriori 2.7 milioni di euro che risparmieremmo dal mancato conferimento a Rida ambiente se arrivassimo (con il Pap) ad una normale quota del 75% di raccolta differenziata  – spiega ancora il capogruppo Dario Bellini – Si dimentica di dire quanta evasione riusciremmo a recuperare (nella città col 40% di evasione della Tari) grazie al Pap così come già avvenuto con il primo blocco di città passato a questo metodo. E si dimenticano i 7 milioni di euro (calcolati nella prima stesura del loro piano industriale) necessari per una raccolta differenziata fatta con i secchioni intelligenti. Un tipo di raccolta che, per la vastità dell’area da coprire, condannerà il centro della città ad avere tante piccole discariche quante sono le postazioni dei secchioni stradali e a pagare perché tutti potranno continuare ad abbandonare i rifiuti. L’Udc sembra dunque più impegnata a riempire la sua nota di saccenti e ripetitivi giudizi che a corredarla di dati concreti e credibili. Del resto, lo stiamo vedendo quanto efficace ed efficiente sia la gestione di questa maggioranza. Lo vediamo nel campo dei rifiuti con un centro città che è diventato e continuerà ad essere dato il metodo scelto, una discarica, con un porta a porta lasciato a se stesso, con servizi essenziali (quali derattizzazione, disinfestazione, deblattizzazione  oppure la pulizia di caditoie) che sono mancati per buona parte dell’estate e che mancheranno anche in autunno”.

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