Il tema rifiuti accende il confronto politico a Fondi, a pochi giorni da una scadenza cruciale per il servizio di igiene urbana. Da una parte le critiche dell’opposizione, dall’altra la replica dell’amministrazione: il dibattito sull’appalto entra nel vivo, tra accuse di ritardi e rassicurazioni sui tempi.
A sollevare il caso è stato Francesco Ciccone, che parla apertamente di “silenzio inaccettabile” su uno dei servizi più delicati per la città. “Non sappiamo ancora chi gestirà la raccolta rifiuti dal primo maggio – sottolinea – nonostante un appalto che avrebbe dovuto concludersi nel maggio 2025 e che invece è stato prorogato più volte”. Per Ciccone, il nodo è politico ma anche amministrativo: “Parliamo di decoro, salute pubblica e qualità della vita. Serve trasparenza e rispetto delle regole”.
L’affondo riguarda anche le tempistiche e i costi: secondo il candidato, le proroghe avrebbero allungato significativamente la durata del contratto originario, mentre restano dubbi sui tempi della gara e sul lavoro affidato a consulenti esterni. “È difficile comprendere come, nonostante le risorse impiegate, non si sia arrivati nei tempi previsti alla definizione del nuovo servizio”, aggiunge.
Non si fa attendere la replica del sindaco Beniamino Maschietto e dell’assessore all’Ambiente Fabrizio Macaro, che respingono le accuse e invitano a contestualizzare la vicenda. “La commissione sta esaminando quattro offerte tecniche complesse – spiegano – e la valutazione richiede tempo. Non sarà certo accelerata da pressioni politiche o mediatiche”.
L’amministrazione rivendica inoltre la correttezza dell’iter: “Si tratta di una gara europea per un appalto rilevante. L’obiettivo è garantire un servizio migliore, senza aumenti per i cittadini”. E sul tema delle proroghe, arriva una precisazione: “Eventuali estensioni non comporteranno costi aggiuntivi”.
Botta e risposta che si inserisce nel clima della campagna elettorale, seppur sindaco e assessore siano esterni a candidature seppur parte integrante dell’amministrazione in carica.
Ma non sono di certo mancate le stoccate. Forse, addirittura più dura la replica dell’attacco: “candidato sindaco con il simbolo arancione” si legge nella nota del Comune che, probabilmente, mai era stato così duro nella comunicazione istituzionale nel corso degli anni dell’Amministrazione Maschietto. “Chi si dovrebbe vergognare, e mi auguro lo faccia, è solo ed esclusivamente l’autore del post” prosegue ancora il documento. Parole dure in un quadro politico che dimostra come, al di là di chi sia o meno protagonista delle vicende elettorali, riporta un clima di confronto molto acceso.