Non si è trattato soltanto di un sequestro di automobili di lusso e beni immobili riconducibili al patrimonio personale di Alessandro Agresti: per lui e per le altre tre persone indagate per reati che vanno dal trasferimento fraudolento di valori alla ricettazione e all’impiego di denaro e beni di provenienza illecita, c’è anche una richiesta di arresto.
Il 40enne, a cui secondo gli investigatori dei carabinieri fa capo la concessionaria Vip Motor di Via Mameli a Latina, ha ricevuto l’invito di presentarsi domani, venerdì 16 gennaio, in tribunale per essere sottoposto all’interrogatorio preventivo davanti al Gip Barbara Cortegiano.
Analogo invito hanno ricevuto il padre e la convivente di Agresti, e il 40enne Cristiano Di Nuzzo, secondo gli inquirenti presunto prestanome delle attività commerciali dell’intraprendente Agresti. La richiesta di arresto, da quanto si apprende dall’invito a comparire, risale al 23 aprile 2025, epoca in cui sono stati formulati i capi di imputazione nei confronti delle quattro persone indagate.
Sarà lo stesso giudice Barbara Cortegiano a decidere, all’esito degli interrogatori preventivi di domani, se accogliere o meno le richieste del pubblico ministero. I beni sottoposti a sequestro preventivo, automobili e immobili, ammontano ad un valore complessivo di circa 9 milioni di euro.